lunedì 19 ottobre 2009

Perché io non sono Antonella Clerici


Così eccomi qua ad aprire un blog forse poco intellettuale ma utile. Appena l'ho detto, qualcuno mi ha subito paragonato ad Antonella Clerici e alla sua "Prova del cuoco". Mi ricordo ancora quando alle 11 di mattina, invece di trasmettere notizie vere, mandavano in onda quella rintronata che, con la pentola in mano, dava consigli di cucina. Si sa che in Italia mangiare è la priorità numero 1, ancora prima della giustizia, ma mi è sempre sembrato ingiusto mettere la Clerici con in mano una padella al posto delle notizie in un'ora di punta come quella.

L'ultima cosa che vorrei a questo mondo è quella di finire in televisione (che da due anni è rigorosamente spenta a casa mia). E se proprio un giorno dovessi farlo, non so per quale motivo, spero di non finirci con una padella in mano. E per giunta.. chi mi conosce lo sa... addirittura vestita di rosa! Per questo non voglio essere paragonata alla Clerici! Spero che il mio blog verrà visto prima di tutto da coloro che mi conoscono. Che con un piatto ricorderanno forse qualche piacevole serata passata insieme davanti ai tortelli lucchesi a parlare del più del meno. Oppure il mio 29° compleanno quando abbiamo mangiato le crespelle alla fiorentina con in sottofondo "Rimmel" di De Gregori. E ancora il couscous con la Sara e Fabrizio, la crema di porri con Raffaele e Vito. Oppure la pasta fresca alle noci e pomodori che mia mamma, a cinquant'anni, non aveva ancora mai mangiato!

Perché ho aperto un blog di cucina? Perché per ora cucinare è una delle cose che mi riesce meglio e ho pensato che nel mondo del web, dove si cerca qualche informazione e si fugge subito, non fosse male l'idea di condividere prima con chi mi conosce e poi anche con sconosciuti delle ricette di cucina.

Inoltre questo è blog è il realizzamento di varie fasi della mia vita che hanno corrisposto a diverse voglie mai portate a termine: passione numero 1, un blog sulle lingue (tutte le lingue del mondo dalla A alla Z). Uno sui Balcani, passione numero 2. Da quando sono in esilio, leggo molto e spesso mi sarebbe piaciuto aprire un blog di letteratura. Recentemente leggo anche molta poesia: ho scoperto per esempio un poeta turco, Nazim Hikmet, che mi piace molto. Oppure rileggo le "vecchie" poesie di Bertold Brecht, che non smettono mai di appassionarmi dopo tanto tempo che le conosco. Ma non so scrivere bene un blog di cucina, figuriamoci aprirne uno di letteratura! Passione numero 4: i viaggi. E ancora lo stesso problema. Se sapessi scrivere bene racconti di viaggio come il giornalista Paolo Rumiz, aprirei subito un blog sui miei viaggi, per descrivere per esempio l'emozione che mi ha regalato il paesaggio autunnale della Bosnia nell'ottobre del 2006, ma siccome scrivere non so, preferisco leggere i suoi libri che mi fanno venire ogni volta la pelle d'oca e dedicarmi a cose più alla mia portata. Ultima passione: Guccini, De André, De Gregori, Modena City Ramblers.. anche qui, preferisco mettere un loro CD che scriverne su internet. Very last but not least: ho pensato qualche volta anche ad aprire un blog per raccontare un po' di me. Ma sarebbe stato un blog più per raccontare ai miei amici quello che faccio, che altro. Ma poi ho sempre optato per le lettere, il telefono, le email, incontri in posti improbabili per vedersi dal vivo e magari talvolta ricapitolare le nostre vite con davanti una tazza di caffé :-)

Per questo ho aperto il blog: per condividere qualcosa che mi riesce bene, cucinare. Per lasciare qualcosa di scritto alle parole "Non ti preoccupare, prima o poi te la scrivo la ricetta...!", per fare qualcosa di costruttivo nel mio piccolo.

Inoltre, più sto all'estero e più mi convinco che l'unica cosa, oltre ad affetti e amici, che mi rende davvero un'italiana a tutti gli effetti, è il cibo. Ma più che altro è il mangiar bene, lo slow food fatto per gusto e sempre in maniera conviviale, perché si mangia meglio quando non si mangia da soli! Ed un caffé buono, un cappuccino dove lo zucchero rimane sulla sua gustosissima superficie lattosa senza cadere e una pasta al dente fatta bene, mi fanno sentire a casa.

Nessun commento:

Posta un commento