venerdì 13 novembre 2015

Devedesete - Anni '90 - (2000) - Balasevic


Dall'album: Devedesete, 2000



Ed infine ecco la terza canzone, tradotta da me, "Anni '90", ovvero "Devedesete" sempre di Djordje. Il testo si commenta da solo... Buon ascolto, užívajte  !! Spero che queste due ultime canzoni che ho inserito sfateranno un po' il mito che Balasevic canta solo canzoni d'amore e pallose.... 

Le versioni originali in alfabeto latino e cirillico le trovate qui.

ANNI '90

Buona sera miei signori e signore
questo e' un disco sugli anni '90
e in qualunque modo la mettiate
non ci potrà mai essere una storia peggiore di questa,
questo è sicuro.

Avevamo perfino chitarre vecchie
ed alcune spille sui risvolti delle giacche
Ora suonerebbero stupidi i nosti "Yè-yè"
tra queste odierne tragedie tra revolver...


La bandiera degli anni '60 l' hanno tessuta le puntine dei giradischi
e la strada di mattoni gialli era aperta davanti a noi
Noi avevamo perfino vari Che Guevara
oh, oh, ed inganni anche più grandi:
il fatto che la gioventù si sia consumata velocemente
come lo zucchero a velo in una torta di zucca


Le proteste degli anni '70
sono state per di più un riflesso della moda
perché per noi il boccale di libertà era già stato versato...
Ehi, potevamo perfino viaggiare... binari, lacrime, baci...
con un passaporto rosso senza difetti
che attraversava le frontiere senza troppe storie sì, sì...
I quotidiani degli anni '80 erano scarabocchiati sulle cartoline splendenti


Il mondo si era truccato per noi...
Avevamo perfino quei sogni che difficilmente si sarebbero realizzati
ma i sogni valgono per il solo fatto di portarli con te fino a quando non
avrai qualche filo grigio nei capelli e perché invecchieranno con te
Non si può misurare quello che vale solo sulla bilancia
si può comprare tutto con i soldi
ma non ci sono sogni da pirata....

E poi sono arrivati gli anni '90, tristi e infelici... crudeli
Il Signore ha annusato la polvere da sparo
e in un momento freddamente se n'è scappato in cielo
E quando apre una diga, non c'e' piu' scampo
fino a che i fiumi non si saranno fermati
Forse quel giorno arriverà, prima o poi....

E poi sono arrivati gli anni '90, tristi e infelici... fobici...
Nei libri scolastici e nelle antologie sono entrati gli aguzzini, si...
i soliti
È tardi per farsi prendere dal panico...
siamo stati noi a dare l'opportunità alla follia di rendersi ufficiale,
e ora restiamo semplicemente sbalorditi...

Avevamo perfino contatti con il pianeta e con le persone
si sapeva chi indossava la toga e chi metteva un fiorellino nei capelli
Oh, beati i pazzi!
Oggi si è data arie la bugia e l'ultima gentaglia modella la morale
Ma va bene "OK Corral" alzato attorno a noi

Ma andate a farvi fottere anni '90,
non posso far altro che bestiemmiarvi addosso
nessuno vi rimpiangerà mai
e nemmeno vi forgerà un verso...
avete portato alla pazzia una generazione
consideratevi felici se vi sarà fatta al massimo una strofa
davanti ad una chiesa di giusti valori...

Ma andate a farvi fottere anni '90
e finalmente anche la vostra storia è finita!
E voglia il cielo che che non ci si ricordi piu' di tutti questi avventurieri
e bestie quando la legge comincerà a fare pulizia
o voglia il cielo che siano loro a sterminarsi a vicenda...
cosa che ha i suoi vantaggi, e come....


3 commenti:

  1. Che belle queste traduzioni (Devedesete e Krivi smo mi): mi hanno permesso di capire queste canzoni, di approfondire il personaggio Balasevic.
    Credo che rientrino in quel piccolo numero di canzoni di Djordje che Katarina mi dice di non riuscire ad ascoltare.
    In effetti mi mettono molta tristezza. Negli anni scorsi ho letto e visto non poche cose sulla ex-Jugoslavia, e ho cominciato a bazzicarla quando la guerra era finita da pochi anni e i suoi segni erano ancora molto evidenti sul suo territorio e sulle sue genti. Ho sentito racconti al limite dell’incredibile e visto devastazioni inimmaginabili (peraltro ancora ben evidenti in certe zone, soprattutto della Bosnia).
    La trovo una storia davvero triste. O meglio, esaltante per un certo verso (sono certo che mi sarei trovato a mio agio nella Jugoslavia degli anni 60 o 70) ma il finale è talmente tragico, insensato, folle che mi mette angoscia.
    E purtroppo Balasevic ha torto: i colpevoli non “siamo noi”. Quando ti trovi a fronteggiare certi nemici non hai possibilità di vittoria: sei solo un Donchisciotte disperato contro un mostro che ti annienterà senza pietà, un granellino di sabbia che non può fermare un ingranaggio troppo potente. Certo, se i popoli in massa si fossero rifiutati di seguire i pazzi che avevano preso le redini del potere, forse qualcosa sarebbe successo, ma credo che i pacifisti abbiano fatto tutti una brutta fine, o al limite siano scappati altrove. E i pazzi di cui sopra avevano comunque una base d’appoggio fra la gente (soprattutto in Serbia).
    La cosa incredibile è che oggi nessuno (nella ex-Jugo) parla più di quella guerra, sembra che tutto sia così lontano che neppure lo si ricorda (ma gli accordi di pace sono di solo 20 anni fa!). E si è ripreso a rispettarsi tra fratelli, a frequentarsi e considersi appunto fratelli, come se ci fosse stato solo una piccola scaramuccia, e non un’immane tragedia. Proprio strani sti slavi… :-) - permettimi di chiudere con un sorriso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Matteo, grazie del tuo commento al quale potrei rispondere scrivendo un libro... o forse anche una tesina basterebbe?!! Purtroppo si apre un dibattito senza fine sulle possibilità che ha l'uomo per cambiare le cose ( che deve avere non solo come speranza almeno di un mondo migliore ma per dare forse anche senso in piu' alla sua vita e all'indifferenza generale). Ti rispondo per bene appena posso (cioè tradotto: appena ho un po' di tempo, per bene). pusa pusa Monia

      Elimina
    2. Dragissimo Matteo, come dico io ai miei amici piu' cari. Ritorno sul tuo commento dopo un po' perchè avrei voluto risponderti per bene citandoti anche fonti storiche (io che storica certo non sono ma ho parecchi libri sulla ex Jugoslavia... uno tra l'altro molto interessante e discorsivo che si intitola "Dopo la pioggia" nel quale in un capitolo si parla del tentativo del gruppo UJDI, un gruppo di intellettuali che prima dello scoppio della guera volevano costruire una Jugoslavia federale e democratica per evitare i nazionalismi con lo slogan "Jugoslavija ili rat"... e chiaramente del loro fallimento). Ecco, io credo che Balasevic nella canzone "Krivi smo mi" non voglia di dire che era colpa del popolo jogoslavo quello che è successo... tradurrei metaforicamente quella "colpa" o "colpevoli" con "un-po'-meno-indifferenti". Io penso che sia questo che vuole dire in tutte le sue canzoni.. Le cose tremende e strazianti come le guerre purtroppo succedono... ma tra aspettare che succedano o cercare di fare qualcosa - anche invano (come anche saprai la manifestazione che era stata fatta a Sarajevo poco prima dello scoppio della guerra), li' sta secondo me tutta la differenza... Che poi il risultato sia lo stesso non lo metto in dubbio... ma ora ti metto una nuova canzone di Gundermann, che dice "Quando le faccie di pietra nascondono un sogno chiedo a Dio dal tuo profondo cuore che siano le tue cosi’ potrai mandarle in frantumi o vegetare senza sogni aspettando la pensione" Anche lui spiega la differenza tra il provare a cambiare le cose (in questo caso le guerre metaforiche mi pare di capire) e l'accettare tutto senza provarci neanche. E la soddisfazione nel dire "io ci ho provato, qualunque sia il risultato" :-)


      Elimina