Ragazzi, se penso che gli americani pagano 20 euro per mangiare questo piatto nel centro storico di Firenze mi vien da ridere! Io lo adoro: semplice, buono e condito con tanti dolci ricordi d'infanzia!
Ingredienti per 4 persone
400g di pane raffermo toscano (vince il 1° premio chi riesce a trovare il pane toscano in Francia!) 4 pomodori da insalata maturi 2 cipolle rosse O 4 cipollotti freschi 2 cetrioli basilico aceto di vino rosso olio sale
Tagliare il pane a fette e metterlo in acqua fredda per almeno 15 minuti. Poi scolarlo e strizzarlo benissimo. A questo punto strusciarlo tra le mani quasi fosse del cuscus e far cadere le bricioline di pane in una ciotola capiente.
A questo punto aggiungere i pomodori tagliati a fettine senza semi, la cipolla tagliata a fette sottilissime, i cetrioli. Aggiungere dell'olio e mettere in frigo.
Al momento di servire condire con aceto e altro olio se necessario.
Direttamente dal libro del Petroni e già nelle nostre pance da un'oretta, ecco qui la ricetta semplicissima del baccalà alla livornese! Piccola precisione: il merluzzo è pesce fresco, il baccalà è merluzzo salato e successivamente essiccato al sole (o con altri procedimenti artificiali) ed infine lo stoccafisso è merluzzo essiccato all'aria senza aggiunta di sale. Io ho usato il merluzzo (cabillaud in francese), quindi ho barato un po'. Ma si sa che la vita del cuoco italiano all'estero è sempre molto dura!
Ingredienti per 4 personne:
800g di baccalà (o merluzzo)
400g di pomodori pelati
1 cipolla tagliata a fettine sottili
3 spicchi d'aglio
prezzemolo
rosmarino
farina
olio d'oliva
sale e pepe
Dunque, si parte dal pesce, si lava, si asciuga e si cerca di eliminare le lische (a me non è riuscito, qui lo dico e qui non lo nego!). Si taglia a pezzettini abbastanza piccoli (Paolo dice di 5-7cm), si infarina e si frigge in poco olio con uno spicchio d'aglio e qualche foglia fresca di rosmarino. Poi si mette a scolare in carta da cucina.
In un'altra teglia si prepara il sugo: cipolla tritata fine fine, 2 spicchi d'aglio, olio, polpa di pomodoro e un po' di sale e pepe. Paolo dice sempre di lasciarlo cuocere mezz'ora, a me sembrava un po' eccessivo. Ma si sa che è bene si aver un buon maestro ma poi bisogna saper improvvisare anche noi :-)
Quando il sugo è pronto far ripassare il pesce per altri 10 minuti, aggiungere il prezzemolo e servire.
- pasta corta rigata o taglierini
- fagioli secchi (bianchi o borlotti), 200g
- un po' di conserva
- 2 spicchi d'aglio
- salvia
- rosmarino
- peperoncino
- olio
- sale & pepe
Per chi utilizza i fagioli secchi, ammollare i fagioli una notte poi lessarli in 1 litro e mezzo d'acqua fredda salata con i due spicchi d'aglio, un po' di salvia e due cucchiai d'olio. [Io questo passaggio lo salto perché di solito compro quelli già cotti dovendo risparmiare tempo. Sono diventata una mamma, non dimentichiamolo! In questo caso li ripasso qualche minuto in padella dopo aver leggeramente soffritto uno spicchio d'aglio e un po' di salvia]
Quando sono cotti passarli al passaverdura eliminando gli aromi ma tendoli da parte.
In un'altra pentola rosolare uno spicchio d'aglio intero con un po' di rosmarino e di peperoncino (secondo i gusti). Appena prende colore aggiungere la passata di pomodoro diluita con un po' d'acqua, poi la crema di fagioli e gli aromi che avevamo messo da parte.
Cuocere per 10 minuti, eliminare salvia, aglio e rosmarino e buttare la pasta.
Una volta cotta, servire con un filo d'olio.
E' un piatto molto sostanzioso, ideale per le fredde giornate invernali.
Un eccellente modo di riutilizzare il pane raffermo... :-)
Igredienti per 4 persone
250g di pane casalingo raffermo
400g di pomodori pelati
3 spicchi d'aglio
salvia o basilico (io preferisco il basilico)
1l di brodo vegetale
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Fare rosolare nell'olio gli spicchi interi d'aglio e un paio di foglie di salvia.
Unire dopo qualche minuto i pomodori pelati, pepare e far cuocere per circa 20 minuti (a questo punto, dice il Petroni, unite il basilico se non avete usato la salvia). Versare il brodo e far bollire per circa 10 minuti, aggiungere il pane tagliato a fettine sottili e cuocere per altri 5 minuti e salare. A questo punto cuocere per circa un'oretta a fuoco moderato. Alla fine se si vuole si puo' usare la frusta o semplicemente sminuzzare il pane con un mestolo di legno (che ha piu' fascino della frusta). Io non ho mai sentito questa storia delle frusta ma la mia Bibbia della Cucina Toscana dice cosi', quindi riporto "dopo un'oretta frustate con l'apposita frusta da cucina per sfare completamente il pane".
Servire aggiungendo un filo d'olio e del pepe.
Ho deciso di aggiungere una lista di ricette toscane che per caso mi sono sfuggite (ma sono state provate varie volte con risultati eccellenti). Partiamo da una ricetta semplicissima dalla quale qualche ristorante fiorentino nel centro storico è riuscito a ricavarne un piatto da 20euro... Ingredienti per 4 persone (ma abbondare):
6 porri medi
1 litro di brodo
50g di burro
2 cucchiai di farina
sale e pepe
parmigiano
fette di pane toscano
Tagliare i porri a fettine sottoli (ovviamente tralasciando la parte verde scura) e farli rosolare in un tegame con il burro (in questo caso è davvero importante il burro, non mettete l'olio).
Dopo qualche minuto aggiungere la farina e dopo ancora qualche minuto aggiungere il brodo, prima un po' per volta e poi tutto insieme. Salare e pepare e fare cuocere per circa mezz'ora.
Quando sarà pronta aggiungere del parmigiano. Se volete un ultimo tocco di classe tostate delle fette di pane toscano o ripassatele nel burro prima di servire.
Una ricetta tipica della mia regione presa direttamente dal ricettario "Ricette toscane" di Paolo Petroni. Secondo la sua ricetta il farro non va messo in ammollo 12 ore. Io per non sapere né leggere né scrivere invece l'ho messo in ammollo tutta la notte come i fagioli. Mi ricordavo che una volta senza ammollo era rimasto duro come la pietra e non volevo ripetere la bella esperienza...
Questa zuppa é buonissima soprattutto il giorno dopo :-)
Igredienti per 4 persone:
150g di farro
200g di fagioli rossi secchi (Paolo dice "fagioli rossi scritti"...)
odori (cipolla, sedano e carota)
1 cucchiaio di conserva diluito in un po' d'acqua
olio extravergine d'oliva
sale & pepe
Mettere in ammollo fagioli e farro per tutta la notte. Scolare l'acqua e cuocere i fagioli fino a che non saranno cotti (il tipo che avevo io ci ha messo 30 minuti abbondanti). Quando sono ben cotti passarne la metà al passaverdura e rimetterla dentro i restanti.
Fare un soffritto con gli odori triturati per qualche minuto, aggiungere la conserva diluita con l'acqua e dopo una decina di minuti aggiungere i fagioli.
Unite il faro, salate, pepate e fate cuocere per circa un'ora.
Paolo dice che a fine cottura si puo' aggiungere un filo d'olio (come in ogni zuppa toscana che si rispetti) e una manciata di pepe.
Attenzione: il farro si attacca facilemente alla pentola!
Piatto invernale molto sostanzioso. Per questa ricetta ho usato per la prima volta due nuovi ingredienti: l'alga Kombu, trovata nel negozio biologico sotto casa, e i semi di finocchio. Fa sempre piacere usare cose nuove in cucina! Per la pasta e fagioli classica vedere l'altro post su "Ricette toscane" :-)
Ingredienti per 4 persone:
500g di fagioli in scatola (o 250g di fagioli borlotti, in questo caso vanno messi in ammollo la sera prima per almeno 12 ore)
pasta piccola a piacere
1 cipolla
1 carota
1 patata
1 gambo di sedano
2 spicchi d'aglio
1 foglia d'alloro
2 chiodi di garofano
5cm di alga kombu
semi di finocchio
2 pomodori pelati
olio
aceto balsamico (abbiate il coraggio!)
sale e pepe
Mettete a bollire la cipolla, la carota, la patata, il sedano, la foglia d'alloro intera, 1 spicchio d'aglio, i chiodi di garofano pestati (io l'ho fatto con un cucchiaio ma meglio se avete un mortaio), e l'alga kombu. Fate cuocere a fuoco lento per mezz'ora salando. A fine cottura eliminate la foglia d'alloro e passate al passaverdura i due terzi della minestra rimettendola con la parte non passata.
Intanto in un pentolino soffrigere l'aglio con il pomodoro e i semi di finocchio pestati. Aggiungere il tutto alla minestra e guarnire con qualche goccia di aceto balsamico e un po' di pepe prima di servire.
Prima di portare in tavola potete cuocere nella minestra della pasta a piacere.
Uno dei piatti per i quali letteralmente impazzisco! Non mi ricordo neanche la prima volta che li ho mangiati ma non dimenticherò mai le varie volte che ho provato a farli... per esempio cinque anni fa in Croazia, dove non esisteva la ricotta e l'avevo sostituita con il Buko :-) e quando dovetti scolare gli spinaci in un colino da thé (non c'era a disposizione uno scolapasta!!!). Questa volta invece è stato tutto molto semplice, quasi troppo... :-)
Ingredienti per 4 persone:
- 600g di spinaci surgelati (meglio se freschi)
- 125g di ricotta
- farina
- 2 uova
- noce moscata
- sale
- pepe
- parmigiano
- burro
- salvia
Fare bollire gli spinaci, scolarli e strizzarli bene per eliminare l'acqua. Tritateli con la mezzaluna e mischiateli alla ricotta con la farina, 2 uova, il parmigiano, noce moscata, sale e pepe. Il composto non deve essere liquido, deve essere piuttosto denso. Se fosse liquido aggiungete il parmigiano e la farina.
A questo punto il momento più divertente. Tirate su le maniche e iniziate a fare delle palline aiutandovi con della farina. Un consiglio: farlo in due che è più divertente e si fa decisamente più veloce. Potete fare palline più o meno grandi o in alternativa anche dargli la forma di uno "gnocco allungato" (così dicono). Io vi consiglio di fare sempre secondo il vostro gusto e la vostra fantasia.
Mettete l'acqua a bollire e buttate le palline. Appena vengono a galla saranno pronte.
In un tegamino preparate del burro fuso e della salvia sminuzzata. Quando le palline saranno cotte, scolatele mettendo tra l'uno e l'altro uno strato di burro, salvia e parmigiano.
Che dire se non buon appetito!
Version française pour Sandra(j'espere que soit lisible :-) Ingrédients pour 4 personnes: - 600g d'épinards surgelés (mieux si fraîches)- 250g de ricotta - farine - 2 oeufs - noix mouscade - sel - poivre - parmesan - beurre - sauge Faire bouillir les épinards, les égoutter et bien les essorer. Les hacher avec un hachoir et les mélanger avec de la farine, 2 oeufs, du parmesan, la noix muscade, sel et poivre. Le mélange ne doit pas être trop liquide mais plutôt dense. Si il est liquide, ajouter du parmesan et de la farine.
Et maintenant le moment le plus marrant. Faire des boules en vous aidant avec la farine. Un conseil: le faire en deux parce que c'est plus marrant et aussi beaucoup plus rapide. Vous pouvez faire des boules plus ou moins grandes ou comme alternative vous pouvez leur donner la forme d'un gnocco allongé. Moi je vois conseille de faire toujours selon votre goût et votre fantasie.
Mettez de l'eau à bouillir avec un peu du sel et quand elle bouillit mettez les boulles. Quand elles remontent à la surface, elles sont déjà prêtes. Dans un petite sauteuse, preparez du beurre fondu et avec de la sauge hachée. Quand les boules seront cuites, les égoutter en mettant entre les couches le beurre fondu, la sauge et le parmesan.Et maintenant, bon appetit!
Il sugo è ancora in pentola che sfregola ma non è la prima volta che lo faccio, quindi ecco la ricetta di questo buonissimo sugo toscano:
Ingredienti per 4 persone:
400g di penne (rigate)
400g di carne magra di vitellone
1 cipolla
1 costola di sedano
1 carota
pomodori pelati
sale
pepe
Fate il battuto di cipolla, carota e sedano. Mettetelo a soffriggere con 6 cucchiai d'olio per qualche minuto. Aggiungete le fette di vitellone e fatele cuocere per 10 minuti. Poi toglietele e tagliuzzatele con la mezzaluna. Rimettetele in pentola e a questo punto aggiungete anche i pomodori pelati, sale e pepe. Cuocete a pentola coperta per 40 minuti rimestando spesso. Servite con del parmigiano grattugiato.
Se volete, togliete le penne molto al dente e ripassatele in padella. In questo modo avrete le più fighe penne "strascihate" :-)
Chi mi avesse visto girare per la casa con un pollo intero in mano al grido "Ma lo devo mettere tutto?!!" avrebbe capito subito che sono ben lontana dal diventare vegetariana. La voglia di fare qualcosa da malati per la mia dolce metà che è influenzata (e sapevo che dopo giorni di digiuno avrebbe sicuramente apprezzato i tortellini in brodo), mi ha fatto riscoprire il mio lato carnivoro...
Stasera ho fatto due cose nuove: i tortellini fatti a mano e il brodo di pollo. La mia Bibbia culinaria è stata "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi (tutto il libro scaricabile su questo sito). Da quando sono nata avevo sempre visto a Firenze un libro ingiallito e così vecchio che alcune pagine si erano staccate (ma aveva il suo fascino). Io invece ho comprato l'ultima edizione con tutte le pagine ancora insieme (che ha la sua comodità). Questo ricettario mi piace per due motivi: 1. per la lingua utilizzata che mi fa morir dal ridere 2. per il modo in cui l'autore commenta le ricette che mi piace un sacco. Per esempio alla voce "tortellini alla bolognese" leggiamo:
"Bologna è un gran castellazzo dove si fanno continue magnazze, diceva un tale che a quando a quando colà si recava a banchettare cogli amici. Nell'iperbole di questa sentenza c'è un fondo di vero, del quale, un filantropo che vagheggiasse di legare il suo nome a un'opera di beneficenza nuova in Italia, potrebbe giovarsi. Parlo di un Istituto culinario, ossia scuola di cucina a cui Bologna si presterebbe più di qualunque altra città pei suo grande consumo, per l'eccellenza dei cibi e pel modo di cucinarli. Nessuno apparentemente vuol dare importanza al mangiare, e la ragione è facile a comprendersi: ma poi, messa da parte l'ipocrisia, tutti si lagnano di un desinare cattivo o di una indigestione per cibi mal preparati. La nutrizione essendo il primo bisogno della vita, è cosa ragionevole l'occuparsene per soddisfarlo meno peggio che sia possibile".
E alla voce "brodo" invece:
"Lo sa il popolo e il comune che per ottenere il brodo buono bisogna mettere la carne ad acqua diaccia e far bollire la pentola adagino adagino e che non trabocchi mai. Se poi, invece di un buon brodo preferiste un buon lesso, allora mettete la carne ad acqua bollente senza tanti riguardi. È noto pur anche che le ossa spugnose danno sapore e fragranza al brodo; ma il brodo di ossa non è nutriente.In Toscana è uso quasi generale di dare odore al brodo con un mazzettino di erbe aromatiche. Lo si compone non con le foglie che si disfarebbero, ma coi gambi del sedano, della carota, del prezzemolo e del basilico, il tutto in piccolissime proporzioni [...]"
L'unico problema di questo ricettario è che si perde in chiacchere e quando deve arrivare al sodo, tipo dire la quantità degli ingredienti e per quante persone, sorvola. E' per questo che lo uso raramente :-(
Stasera però mi sono lanciata e dopo aver sploverato bene anche l'ultimo tortellino, posso dare più o meno le seguenti dosi:
Ingredienti per 4 persone: Per i tortellini
200g di farina
2 uova intere
un pizzico di sale
Per il ripieno
60g di mortadella
60g di prosciutto crudo
120g di midollo di manzo o.. manzo
2 uova
noce moscata
sale e pepe, niente. (Cito l'Artusi, mi fa morir dal ridere!!)
Per il brodo
un pollo di dimensioni medie
1 cipolla
2 carote
2 sedani
sale
Preparazione pasta dei tortellini
Prima di tutto preparate i tortellini. Mettete in una ciotola la farina, fateci un buco nel centro e versatevi dentro le due uova. Attenzione a non mettere delle uova troppo fredde appena uscite dal frigo. Piano piano con una forchetta (o con un dito come ho fatto io) fate scendere la farina dai bordi fino a formare una palla. Lavoratela per un po': io per esempio la modello 100 volte in mano e poi la metto su una spianatioia un po' infarinata.
A questo punto ci sono due scuole di pensiero: mattarello o senza mattarello.
In ogni caso se siete alle prime armi vi consiglio di tagliare la palla in parti più piccole così sarà più facile stenderla (sulla spianatoia o nella macchina per pasta, conosciuta come "Nonna Papera").
Se utilizzate il mattarello stendete la pasta fino a farla diventare liscissima. Lasciate un po' di farina sulla spianatoia per non attaccarsi. A questo punto non c'è niente da spiegare, credo basta solo avere un po' di energia.. malatucci astenersi!
Se invece utilizzate Nonna Papera, passate una prima parte della pasta nel rullo 1 (quello più grande) per circa 5 volte, poi fatela passare un paio di volte nel 2, e poi scalate fino ad arrivare a quella più fine di tutte (io sono arrivata al numero 8).
=> A questo punto mattarello o non mattarello, formate dei quadrati di appena 3cm di lato (molto piccoli). Saranno pronti per essere farciti e chiusi (basta con le mani senza usare nessuna forchetta).
Preparazione farcitura
Tritate molto finemente con la mezzaluna il prosciutto, la mortadella e il midollo di manzo. Io che avevo comprato una fetta di manzo, e non il midollo, l'ho cotto un attimo con un filo d'olio e poi l'ho tritato insieme ai salumi. Dopodiché unite un po' di noce moscata e due uova.
Preparazione brodo di pollo
Prendete una bella pentola capiente e gettate il pollo lavato, compreso di pelle, nell'acqua ghiaccia (o "diaccia" come dice l'Artusi!). Aggiungete qualche carota, sedano, cipolla e lasciate cuocere a fuoco basso per più di un'ora o finché il pollo non sarà cotto (infilzandolo con una forchetta capirete se è cotto). Ogni tanto togliete la schiuma che si formerà in superficie. Se avete un colino con i fori piccolissimi usatelo alla fine per filtrare il brodo. Mia mamma consiglia anche un dado in più, per dargli più sapore, ma io volevo fare una cosa semplice e naturale, quindi non l'ho usato.
Preparazione tortellini farciti di carne per brodo di pollo
Prendete i quadratini della pasta. Formate un rombo davanti a voi (io e la geometria abbiamo litigato da piccoli, chiedo scusa!) e mettete nel centro una quantità piccolissima di farcitura (attenzione che ci sia un pezzo, anche se minuscolo, di manzo). Portate il triangolino in alto verso il basso e chiudetelo ai due lati. Insomma, ne avrete mangiati un quintale di tortellini in vita vostra, quindi spero che la forma ve la ricordiate! (Io sono andata comunque a sbirciare in frigo come erano fatti di preciso quelli di Giovanni Rana ;-).
Salate il brodo di pollo e appena ad ebollizione buttate i tortellini. Il tempo di venire a galla in 1/2 minuti e i tortellini al brodo di pollo sono pronti!
Questa ricetta prevede l'aggiunta del fegatino di coniglio, che io pero' non ho messo... Ingredienti per 4 persone: 1kg di coniglio (già pulito) 80g di pancetta 1 cipolla 1 carota 1 costa di sedano 1 spicchio d'aglio rosmarino o ramerino 1 bicchiere di vino bianco 200g di olive nere olio d'oliva sale e pepe Fate rosolare in 8 cucchiai d'olio la pancetta tagliata cubetti e un trito di tutti gli odori (cipolla, carota, sedano, aglio), appena appassiscono unite i pezzi di coniglio e cuoceteli a fuoco vivace per qualche minuto.
Insaporite con qualche foglia di rosmarino e salvia, bagnate con il vino, salate, pepate e aspettate che il vino evapori.
Proseguite la cottura per circa un'ora, bagnando con acqua calda se fosse necessario.
Togliete i pezzi di coniglio e passate il sughetto al passaverdura, poi rimettetelo nel tegame e continuate la cottura aggiungendo anche le olive snocciolate per qualche minuto.
Se dovesse occorrere aggiungete un goccio d'acqua.
19 marzo: festa del babbo. E sottolineo babbo, non papà! A Firenze queste frittele si fanno per questa festa e mi ricordano davvero sapori di casa e d'infanzia...
Ingredienti per 4 persone:
100g di riso
1/4 l di latte
1/2 cucchiaio di zucchero
15g di burro
1 cucchiaio di farina
1 uovo
25g di uvetta
scorza di limone
1/2 bicchierino di liquore
meno di 1/2 bustina di lievito per dolci
olio per friggere
sale
zucchero
Fate bollire il latte con 1 bicchiere d'acqua, 1 cucchiaio di zucchero, il burro e un pizzico di sale. Buttate il riso e fatelo cuocere più del dovuto fino a che il liquido non si sarà tutto assorbito. Lasciate raffreddare.
Aggiungete la farina, il rosso d'uovo, un cucchiaino di scorza grattugiata, il liquore, il lievito e l'uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida. Fate riposare un'ora.
Poco prima di inziare a friggere incorporate la chiara a neve. Fate riscaldare abbondante olio fino a che sia bollente, e buttate piano piano le frittelle. Appena saranno colorite mettetele in una carta assorbente e spolverizzatele di zucchero prima di servirle.
Per un giorno mi sono sentita Babbo Natale. Sapevo che avrei fatto felice un uomo ma non mi sarei mai immaginata di mandarlo così in tilt da vedere nella sua faccia un'espressione mista tra stupore, contentezza, gratitudine, euforia... Insomma, come se avesse trovato il 25 dicembre i regali di Babbo Natale sotto l'albero!!
La sua felicità mi ha ripagato dal disgusto che avevo provato la sera prima nel togliere il cinghiale dalla busta sotto vuoto e dall'odore di sangue che aveva pervaso la cucina per più di un quarto d'ora... (io che non sono un'amante della carne!!) Devo ammettere che l'operazione peggiore l'ho fatta fare a Lorenzo: quella di togliere tutto il sangue e di pulire bene sotto l'acqua i pezzi di cinghiale.
Comunque sia, questa ricetta non è assolutamente difficile, è solo incredibilmente lunga. Primo: perché va trovato il cinghiale da cucinare. Operazione non facilissima quando non abiti più in un posto dove il cinghiale si trova facilmente. Poi, nel mio caso, una toscana con un po' di puzza sotto il naso che pensa sempre che il cinghiale buono ci sia solo in Toscana, mi sono aggirata tra i macellai francesi con un'aria tra lo scettico e l'indifferente... Ma sono stata fortunata: ho trovato la polpa di cinghiale a neanche 100m da casa mia nell'unico macellaio di Ferney-Voltaire. Macellaio non tanto simpatico, ma pazienza: il cinghiale era buono e tenero, perfetto per la mia "prima volta"... l'avevo mangiato spesso, ma non l'avevo ancora mai cucinato!!
Sapore e ricordi della Maremma.. terra una volta di miseria e scarsità di ingredienti, che trasformavano la cucina in una vera e propria arte d'arrangiarsi. Ci voleva una fantasia incredibile per variare un'alimentazione che nella maggior parte dei casi era sempre uguale e bisognava riutilizzare gli avanzi del pasto precedente per non buttare mai via niente e focalizzarsi soprattutto sui prodotti stagionali che la natura riusciva a regalare. Il cinghiale si cucinava allora solo in occasioni veramente speciali, ora è diventato invece quasi una routine... Ricordiamocelo ogni tanto :-) Forse è per questo che nonostante prediliga le verdure, non riesco mai a dire di no ad un piatto di carne, in due casi. Il primo se mi viene cucinato con amore da qualcuno. E secondo: quando lo cucino io e mi ricorda i sapori della mia regione.
Ma bando alla ciance, come si dice in Toscana. Ecco a voi la ricetta base tratta dal libro del Petroni.
Ingredienti per 4 persone:
800g di polpa di cinghiale
1 cipolla, 1 carota, 1 sedano
2 spicchi d'aglio
2 foglie d'alloro
1/2 litro di vino rosso
1/2 bicchiere d'aceto
400g di pomodori pelati
olio extravergine d'oliva
sale pepe
La sera prima tagliate a pezzi la polpa di cinghiale e mettetela in infusione con il vino, l'aceto e gli odori tagliati a fettine, l'aglio e l'alloro. Lasciate a marinare al fresco per tutta la notte.
Il giorno dopo togliete gli odori e gli aromi dalla marinata e separate anche la polpa di cinghiale in un piatto a parte. In un piatto avrete gli odori e gli aromi, in un altro sarà rimasta la marinata e in un altro avrete la polpa di cinghiale. Prendete una padella capiente, mettete un po' d'olio e fate appassire gli odori e gli aromi precedentemente tolti. Dopodiché aggiungete la polpa di cinghiale e fatela colorire a fuoco vivace per qualche minuto, poi aggiungete un bicchiere della marinata. Quando sarà evaporata unite i pomodori, salate e pepate e a questo punto continuate a cuocere per circa 2 ore, bagnando con acqua se occorresse.
Alla fine togliete la polpa e passate al passaverdura la salsa per rimetterla poi insieme alla polpa e servirla.
P.S. Si ringrazia Irene per l'aiuto artistico nel fare questa foto che a me non sarebbe mai riuscita così bene :-)