Visualizzazione post con etichetta Varie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Varie. Mostra tutti i post

sabato 22 dicembre 2012

Dado vegetale fatto in casa

Perchè ti metti a cucinare alle 10 di sera? E soprattutto il dado vegetale che si trova al supermercato a 2 euro?
Risposta: perchè anche i dadi vegetali biologici hanno degli ingredienti che fanno paura, come per esempio l'olio di palma che è lo stesso usato per fare la Nutella e proprio ultimamente sotto accusa in Francia per recare danni notevoli alla salute nonchè all'ambiente.
Ecco quindi una ricetta semplicissima per preparare il dado vegetale. Il tempo di preparazione è di due orette scarse ma lo potete usare per mesi tenuto in freezer (e il sale grosso fa si che non si solidifichi quindi potete tranquillamente prendere un cucchiaino ogni volta che ne avete bisogno).
Il mio consiglio: usate tutte le verdure che vi piacciono, mettendo certamente degli odori come prezzemolo, rosmarino e salvia che daranno un gusto forte al dado. Per il resto le porzioni devono essere di 1/3, cioè un terzo di sale grosso per la quantità di verdure scelte. Io ho messo 300g di sale grosso per 900g di verdure. Mi sono venuti due barattolini abbondanti.














Ingredienti:

900g di verdura:
cipolla bianca
cipolla rossa
porro
zucchina
carota
sedano
zucca

rosmarino
salvia
prezzemolo
alloro

300g di sale grosso

Tagliate tutta la verdura a pezzettini. Mettete in una pentola e coprite con il sale. Non vi preoccupate che non si attaccherà. Fate cuocere per un'ora e mezzo a fuoco basso. A cottura ultimata mettete nel mixer. Se fosse ancora un po' troppo acquoso rimettetelo per un po' a cuocere.



venerdì 22 ottobre 2010

Conserva di pomodoro


Sono arrivata dopo i fochi perché di solito la stagione delle conserve è l'estate. Ma non è mai troppo tardi per avere qualche vasetto di sugo al pomodoro a portata di mano. Francamente, il sugo al pomodoro solo con olio e sale mi faceva un po' tristezza, quindi ho preparato un bel battuto di cipolle, sedano e carote e poi ho aggiunto il pomodoro. Attenzione: la ricetta è lunga, bisogna prevedere almeno due giorni perché venga per bene (io ho un po' barato...)


Dosi per 10 barattoli:

10 barattoli da conserva
olio
2 cipolle
2 carote
2 coste di sedano
3kg di pomodoro
sale
basilico
un po' di pazienza...

Operazione sterilizzazione barattoli: prendete i barattoli da conserva e, anche se nuovi, sterilizzateli. Metteteli immersi in acqua bollente, compresi i tappi, e accendete il fuoco. Dal momento della bollitura lasciate passare qualche minuto. Toglieteli con una pinza senza toccarli e adagiateli rivolti verso il basso ad asciugare in un panno pulito (meglio, dice, se stirato). Aspettare che i barattoli siano completamente asciutti senza neanche una goccia (la parte più pallosa...)

Per il sugo, fare un battuto di cipolla, sedano e carote. Metterlo a rosolare per qualche minuto, aggiungere i pomodori a pezzetti e fare cuocere per qualche minuto. Se si preferisce a pezzi, fare cuocere a fuoco basso per 2 ore. Altrimenti, se si vuole la passata di pomodoro, passarlo al passaverdura dopo poco e continuare la cottura sempre per 2 ore. Quando sarà quasi pronto aggiungere il sale e foglie di basilico.

Quando i barattoli saranno asciugati, capovolgerli e metterci il sugo caldo. Chiuderli bene. Metterli di nuovo in una pentola d'acqua fredda completamente immersi. Accendere il fuoco e contare dal momento della bollitura 1 ora.

La conserva di pomodoro è pronta. Mettere in un luogo asciutto, buio, fresco e ventilato. Attenzione al rischio muffa se il barattolo non è chiuso bene.

Questa è la teoria. Ma siccome mi ero scocciata di contare i minuti per fare asciugare ogni goccia dei barattoli, alla fine, con 2 barattoli, che erano completamente asciutti, ho fatto la vera conserva di pomodoro.. gli altri 8 gli ho messi direttamente in freezer :-)

lunedì 19 ottobre 2009

Bibliografia culinaria

Mi sembra doveroso elencare i libri principali che consulto ogni giorno prima di preparare qualcosa: certe volte per trovare una ricetta nuova, altre per prenderne spunto, altre volte per darci solo un'occhiata, altre volte solo per passare il tempo...

1) "Ricette toscane. I sapori di ieri e di oggi", P. Petroni
2) "La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene", P. Artusi
3) "Crepe, omelette, palacinke dolci e salate", a cura di P. Scolari
4) "Cucinare verde. 500 ricette vegetariane e vegane tutte rigorosamente ghiotte", Cristina e Allan Bay.
5) "Il cucinaverdure", L. Biondi
6) "Il cucchiaio verde pocket", W. Pedrotti
7) "Il piccolo Cucchiaio d'Oro", autori vari
8) "Sapori d'Africa", A. Fall
9) "La cucina araba", M. Fischer
10) "Saveurs indiennes", autori vari
11) "Sve od testa", N. Antic

Il libro del Petroni è sicuramente un buon libro anche se, come si suol dire, la ciccia spunta da tutte le parti. Ed è giusto che sia così, visto che è un libro di cucina toscana...
"La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene" è un must per ogni toscano anche se è un meta-ricettario, nel senso che certe volte sembra di leggere più un libro di narrativa, che di cucina. Delle ricette non viene data neanche la quantità degli ingredienti, secondo l'Artusi bisogna fare un po' tutto ad occhio. Ma presto farò un post solo per questo libro, perché contiene delle perle di saggezza sulla cucina ormai scomparse.
Il libro che uso da più da un anno regolarmente è quello dei fratelli Bay perché con elementi semplici come le verdure, sono riusciti a proporre una ricetta più buona dell'altra. Spesso basta una spezia particolare a cambiare (in meglio) il sapore delle verdure presentate nel libro. La parte "dolci" l'ho saltata perché per il momento mi fanno un po' paura i dolci vegetariani. Ma proverò anche quelli un giorno...
Nella mia prima avventura fuori casa a Fiume, in Croazia, è stato invece il "Cucchiaio verde" ad aprirmi la strada alle verdure. Ma ora è passato un po' in secondo piano. Ricordo la faccia quasi disgustata di Maura quando durante uno dei miei week-end triestini mi vide radiosa mentre uscivo dalla libreria con il libro in mano!!
Del "Cucinaverdure" non ho mai conosciuto la copertina, perché così l'ho ereditato da mia mamma. Il titolo potrebbe tranne in inganno, ma attenzione: non si tratta di un libro di cucina vegetariana, bensì le verdure sono i piatti principali ma possono essere benissimo cucinate con elementi a base di carne!
Il vero libro della cucina italiana è invece il "Piccolo cucchiaio d'oro": le ricette sono suddivise in stagioni, e questo va bene ma nel complesso mi sembra un libro un po' troppo fighetto e con ricette complicate. Ma non quelle complicate che comunque ti metti a fare e poi sono buone. Quelle complicate per il gusto di fare ricette troppo strambe e poi non sono niente di che alla fine. E poi la delusione è stata grande quando sono andata a cercare il dolce italiano per eccellenza, il tiramisù... e la ricetta del tiramisù non c'era!!! Shame on them!
Quel fantastico libro sulle crepe e palacinke che mi regalarono l'Elisa e la Sara nel 2001 è ancora nella mia cucina e, anche se raramente, ho fatto anche delle cene a base di crepes!

Non mi cimento molto sulle cucine straniere per tre motivi: 1) so che non riuscirò a farle mai bene come chi in un luogo ha imparato i segreti della propria cucina fin da piccolo 2) non ho nessuno che me lo insegna 3) nei supermercati non si trovano dei veri prodotti stranieri.. anche quelli che dicono di essere italiani, tipo la ricotta "Casa Azzurra", in Italia non l'ho mai vista neanche di sfuggita...! Quindi mi dico che: già non so cucinare bene qualcosa che non sia italiano, figuriamoci iniziare con dei prodotti che sono pure dei facs-simili degli originali...
Comunque ci sono delle eccezioni. Ogni tanto faccio un couscous non male preso da "Sapori d'Africa", o mi cimento in qualcosa d'indiano pescato da "Saveurs indiennes" oppure qualcosa di arabo sfogliando "La Cucina araba". Ho anche un piccolissimo libro comprato a Zemum, nei sobborghi di Belgrado, per fare le pite. Ma ancora non l'ho mai usato anche se una pita l'ho fatta con la sfoglia portata direttamente dalla Serbia dalla mamma di una mia ex collega :-)
Quindi ripeto come ho scritto nelle mie "informazioni personali": che mi piace qualsiasi gusto che delizi il palato ma preferisco andare in un buon ristorante indiano o arabo e a casa prepararmi invece i piatti che sono più abitutata a mangiare e che sono indubbiamente anche più brava a cucinare :-)