domenica 27 marzo 2016

Un altro lui (On neki drugi) - Rade Šerbedžija

"Un altro lui" (On neki drugi) è una poesia tratta dalla raccolta "L'amico dice non conoscerlo piu'"  (Prijatelj ga kaže više ne poznaje) di Rade Šerbedžija. La traduzione della poesia piu' famosa "L'amico dice non conoscerlo piu'" (una versione fatta anche da me nel 2005) la potete trovare nel sito delle CCG


Già da molto tempo un uomo in me va contando i miei passi. Uno, due, tre, quattro... E cosi' per giorni interi.
Lo lascio fare, voglio dire, non posso fermarlo quando si mette in testa qualcosa. Lui sa in anticipo quello che chiedero' e io mi meraviglio sempre della sua risposta. Tutto sommato, mi sono già abituato a lui. Negli ultimi anni è sempre con me. A volte mi sembra che sia vissuto in me dalla primissima infanzia, cioè da quando ricordo. Come potrebbe sapere altrimenti alcune cose piu' intime che non ho confidato a nessuno. Spesso vorrei che uscisse da me, che ci sedessimo ad un tavolo e parlassimo di tutto, come persone. Allora lui si ritira nella parte piu' profonda di me, si fa piccino e quasi invisibile e da qualche luogo lontano risponde. Non vuole parlare del presente e, in generale, si comporta come se non camminassimo per le strade di Londra e come se non esistesse questa nuova realtà intorno a noi con tutte le sue particolarità. Lui parla soltanto del passato. Soprattutto delle cose che io vorrei dimenticare al piu' presto. Dice (quasi ridacchiando): Tutto cio' che è tuo è dentro di te. Hai solo bisogno di aiuto per rimettere  in ordine i ricordi.
A volte riesco a far finta che la sua storia mi interessi in modo particolare. Lui allora, egoista com'è, si dilunga a raccontare e diventa grande tanto da occupare l'intera mia figura. Soltanto allora mi moltiplico, velocemente e abilmente mi nascondo dietro un angolo mentre lui prosegue per le strade di Londra. Siedo finalmente solo al bar, ordino una birra e non penso proprio a niente. In quei due giorni in cui resto solo, sto in compagnia solamente di inglesi e parlo solo inglese.
Lui nel frattempo gira per le strade di Londra e segue i nostri profughi per ritrovare la strada che lo riporterà a me. Di solito entra dalla parte sinistra, accigliato e offeso, guarda dall'altra parte della strada. Per un po' rimaniamo cosi' in silenzio e ci limitiamo a camminare. Lui sa tutto quello che io potrei chiedergli , ma io non so quello che lui mi risponderà. Quindi, dopo un po', riprende a contare i miei passi. Uno, due, tre, quattro... E cosi' per giorni interi.

Versione croata:

Već duže vrijeme neki čovjek u meni odbrojava moje korake. Jedan, dva, tri, četiri... I tako po čitave dane.
Pustim ga da to čini, hoću da kažem, ne mogu zaustaviti kada nešto naumi. On unaprijed zna što ću ga pitati, a ja se uvijek iznenadim njegovim odgovorom. Sve u svemu, navikao sam se već na njega. Posljednjih godina neprestano je sa mnom. Ponekad mi se učini da je živio u meni od najranijeg djetinjstva, tj. od kada se pamtim. Kako bi inače znao neke najintimnije stvari koje nikome nisam povjerio? Često zaželim da izađe iz mene, da sjednemo za stol i ljudski popričamo o svemu. On se tada zavuče u najdublji dio mene, postaje malen i gotovo nevidljiv i odnekud iz daleka odgovara. Neće da govori o sadašnjosti i uopće, pravi se kao da ne hodamo ulicama Londona i kao da ne postoji ova nova stvarnost oko nas sa svim svojim posebnostima. On bi samo da priča o prošlosti. Naročito o stvarima koje bih ja što prije da zaboravim. Kaže (gotovo podsmjehujući se): Sve tvoje je u tebi. Treba ti samo pomoći da pravilno rasporediš uspomene.
Ponekad mi uspijeva da se pretvaram kao da me njegova priča naročito zanima. On tada, sebe ljubiv kakav već jest, raspriča se i postane velik tako da zauzme potpuni oblik mene. Ja se tada samo umnožim, brzo i spretno sakrijem iza ugla, a on produži nekom od ulica Londona. Sjednem napokon sam u bar, naručim pivo i ne razmišljam ama baš ni o čemu. Tih nekoliko dana dok sam sâm družim se samo sa Englezima i govorim naravno engleski. 
On za to vrijeme kruži ulicama Londona i prati naše izbjeglice da bi pronašao put do mene. Obično uđe s lijeve strane, namrgođen i uvrijeđen, gleda na drugu stranu ulice. Neko vrijeme tako šutimo i samo hodamo. On zna sve što bih ga ja mogao pitati, a ja ne znam što će mi odgovoriti. Zatim, nakon nekog vremena, počinje ponovo da mi broji korake. Jedan, dva, tri, četiri...I tako po čitave dane.

sabato 26 marzo 2016

Quello che non ho - 1981 - Fabrizio De André

Oggi non faccio nessuna traduzione, posto solo una bellissima canzone che mi é venuta in mente pensando a me, fisicamente qui, e che mi fa sentire moralmente vicino alle persone a cui voglio bene  e che condividono i valori nei quali sono nata e cresciuta...

E aggiungerei che quello che non ho... sono anche borse Gucci a 15.000 euro o quattro carte di credito.. nonché vestiti firmati... od orologi a 10'000 euro... e altro... tanto altro...

Prima mi sembrava una cosa normale. Ora ne vado veramente molto fiera.




venerdì 18 marzo 2016

La bella figlia del prete - Lepa protina kći - 1982 - Balašević

Una delle piu' famose (e tristi :-) canzoni di Balašević. La traduzione é di Marco iz Milana, dal sito lyricstranslate.com.  Ho lasciato la traduzione di Marco. Vorrei comunque precisare che "protin" viene da "prota" che secondo il dizionario è l'arcipreta ortodosso.




Dall'album: Pub, 1982


Il testo lo trovate QUI.

LA BELLA FIGLIA DEL PRETE*

Ero ancora molto giovane
e stavo cacciando degli uccelli
quando è venuta a fare il bagno
la bella figlia del prete.

Lei non sapeva dov'ero
e che la stavo guardando di nascosto tra le canne e i giunchi.
La notte cadeva sopra il fiume
come un mantello.
La luna illumina i campi,
uno sciame di stelle nel cielo d'argento,
gocce d'acqua come perle
che risplendono tutte su di lei.
Oh cuore pazzo, sogni pazzi,
tutti i miei amici si erano già fidanzati,
ma io volevo solo una:
la bella figlia del prete.
Per strada suona una strana canzone,
quell'inverno arrivò il suo matrimonio
da lontano, un mondo
per me estraneo.
Me ne andai subito per la via,
mentre cadeva la prima neve.
E qualche volta ancora sento risuonare le campane
che la portarono via chissà dove.
Ho ancora tempo per sposarmi,
ecco, sono rimasto scapolo fino ad oggi,
e non ho mai più incontrato
la bella figlia del prete.


Una vita pacifica, tranquilla,
qualche volte gioco a carte o butto giù qualche verso,
le cose vanno avanti
e io ne resto fuori.



Bacio le brave ragazze, bacio quelle facili,
alcune giuste e altre no,
e tutte sono fate, tutte sono regine,
ma nessuna è importante a parte lei.

venerdì 4 marzo 2016

Bandiere - Zastave - Parni Valjak, 2000

E appena si atterra in Croazia ecco una canzone che si intitola "Bandiere"!!! Dai, scherzo, pero' Balasevic non avrebbe mai intitolato cosi' una sua canzone!! Comunque le bandiere sono quelle dell'amore, quindi niente guerre nei paraggi!


Dall'album: Zastave, 2000



Le parole della canzone le trovate QUI.
Ecco la traduzione!


Passo dopo passo -silenzioso
io cammino sull'acqua
diritto per la mia strada
sigaretta dopo sigaretta
una sull'altra
metto insieme - ore, giorni e anni
e allora iniziano le battaglie
arrivano le sconfitte
quando non si tratta del film
dove la giustizia vince sempre
ricordati
come sapevamo sognare
e rubare giorni a Dio
di fronte ai "sonagli" per ore
intessendo piani
afferrando verità
ognuno con la sua nuvola
e ancora battaglie
e ancora sconfitte
tu sai che non è facile
rimanere gli stessi

Le mie bandiere - sono sempre dei soliti colori
su di noi regna l'amore
le mie bandiere non sono mai a mezz'asta
l'amore non si arrende mai

passo dopo passo - silenzioso
ballo sul filo
con occhi chiusi
sigaretta dopo sigaretta
una dopo l'altra
metto insieme - ore, giorni e anni
ora alcuni nuovi bambini stanno arrivando
ed è sempre piu' difficile trovare nuove parole

mercoledì 2 marzo 2016

Culodritto - traduction en français - 1987 - Francesco Guccini

Guccini avec sa première femme Angela et sa fille Teresa

Vu qu'en  début d'année 2016 j'ai commencé à traduire les chansons du chanteur serbe Djordje Balasevic, je voulais attendre le 2017 pour traduire en français les chansons d'un de mes chanteurs italiens préférés, Francesco Guccini.... mais je pense que je commence toute suite!

Sul le site des CCG vous trouverez beaucoup de chansons déjà traduites, donc moi je me lancerai sur la traduction des celles qui restent.

Je commence par une des plus belles chansons dédiées aux enfants, Culodritto. Le titre est le seul môt que j'ai pas pu traduire. Il veut dire comment font les filles quand on les gronde, elles poussent les épaules à l'arrière et serrent leur fesses. Les fesses deviennet alors "droites", donc CULO (fesses) DRITTO (droites).



De l'album: Signora Bovary, 1987

Mostra immagine originale

Le texte en italien vous le trouvez ICI.

Mais qu'est-ce que j'aimerais avoir tes yeux
écarquillés sur le monde comme des papiers buvards
et tes rires spontanés et pleins
presque sans regret ou repentirs
mais qu'est-ce que j'aimerais encore avoir à regarder
encore tout comme les livres à feuilleter
et avoir encore tout ou presque tout à essayer

Culodritto qui t'en vas sûre
en transformant en direct chromosomes corsaires 
de Lombards, de Celtes et Romains
de l'ancienne plaine de montagnards
petite reine de telecommandes
de gnoses absolues
que t'affirmes et demandes
de soupçon et de fé dans le monde curieux
des grands
même si t'auras pas
mes bagarres terreux
de champs, de cours et de rue
et tu sauras pas le goût qu'il a le raisin volé à un rangée
bientôt tu verras
comment c'est facile de se faire un logiciel inutile de science
et tu verras comment c'est confus le problème d'utiliser notre expérience

Culodritto, qu'est-ce que tu veux que je te dise?
seulement que ça coûte toujours de l'énergie
et que vivre c'est toujours difficile
mais c'est une histoire ancienne

Culodritto, donne-moi encore la main
même si le fait de te la serrer est encore un prétexte
pour sentir celle confiance totale qui personne m'a donné ou m'a jamais demandé

envole-toi, envole-toi ou moi j'aimerais voler
vers un monde qu'il faut encore tout faire
et ou il y a tout ou presque tout à rater