sabato 31 ottobre 2009

Finocchi alla mozzarella

Persone a dieta.. passate oltre!

Ingredienti per 4 persone:

4 finocchi
200g di mozzarella (o più secondo il gusto)
4 uova
un ciuffo di prezzemolo
100g margarina/burro
30g di parmigiano
2 dl di panna
sale
pepe

Levate i finocchi, tagliateli a piccoli spicchi e lessateli in acqua leggermente salata per mezz'ora.
Rosolateli in una casseruola con margarina/burro, aggiungete sale e pepe. Aspettate qualche istante e appena hanno preso colore sistemateli in una pirofila unta e mettete sopra la mozzarella tagliata a fettine. Versate sopra le uova sbattute con la panna, il parmigiano e per finire il prezzemolo. Passate in forno per 10 minuti o finché non si formerà una leggera crosticina.

venerdì 30 ottobre 2009

Pomodori farciti freddi

Questa ricetta mi ricorda una cena con Diego e Sara e il loro prezioso aiuto per preparare, appunto, questi pomodori farciti.

Ingredienti per 4 persone:

4 pomodori grandi
1 formaggio caprino
4 cucchiai di maionese
un trito di cipolle, cetriolini e capperi sott'aceto
un cucchiaio di prezzemolo tritato
capperi
un uovo sodo
sale

Lavate i pomodori, tagliateli in senso orizzontale. Togliete la polpa e metteteli a spurgare capovolti con un po' di sale.
In una ciotola mettete tutti gli ingredienti per la farcitura, mescolandoli bene insieme: il formaggio caprino, la maionese, il trito di cipolle, cetriolini e capperi, un uovo sodo schiacchiato, il prezzemolo tritato ed infine un po' di sale.
Farcite i pomodori con il composto e guarnendo con qualche cappero. Conservate in frigo fino al momento di servire.

martedì 27 ottobre 2009

Zuppa di cipolle

Questa ricetta è dedicata al mio amico Diego. Nel lontano 2005, se non sbaglio, venne a trovarmi a Firenze. Dopo le prime incomprensioni linguistiche tra un torinese e una fiorentina, soprattutto in ambito culinario ("Passami il romaiolo!", "Il romaiolo? Ma che è???!"), gli chiesi se c'era una cosa da mangiare che proprio non gli piaceva. E lui mi rispose: "Ma.. diciamo che le cipolle non mi piacciono molto..". Passarono delle ore, tra chiacchere e risate, e a cena gli sfornai, senza la minima intenzione, una bella zuppa di... cipolle :-( Sono ancora mortificata!!

Per gli amanti delle cipolle invece, ecco una ricetta buonissima.

Ingredienti per 4 persone:

2 cipolle
30g di farina
brodo
50g di burro
parmigiano
sale
pepe

Affettare sottilmente le cipolle, fatele rosolare in una padella con un po' di burro. Appena appassiscono aggiungete sale e pepe, poi la farina e mescolare qualche minuto. Aggiungere piano piano il brodo. Attenti a non metterlo tutto subito, altrimenti se risulta troppo rispetto alle cipolle la zuppa verrà troppo brodosa. Mettetene un po' alla volta, tanto avrete sempre il tempo di aggiungerne se manca (l'operazione contraria è invece più complicata!!).
Lasciate cuocere a fouco medio per 30 minuti. Prendete una pirofila, mettete sul fondo delle fette di pane abbrustolite, cospargete di formaggio e buttateci sopra la zuppa.
Lasciate in forno a temperatura media per 10 minuti e servite.

Buon appetito.. agli amanti delle cipolle!!

domenica 25 ottobre 2009

Al contadino un devi far sapere quant'é bono il cacio con le pere

Una serie di proverbi e modi di dire riferiti alla tavola. Alcuni sono celebri proverbi toscani (come il proverbio che da il titolo al post), altri modi di dire riferiti agli elementi della cucina ("bollire in pentola", "dalla padella alla brace"), altri ancora sono ingredienti, come le uova o il cavolo ("Camminare sull'ova", "Come il cavolo a merenda"), usati per comporre dei modi di dire usatissimi. A quelli in toscano stretto ho aggiunto un aiutino.. ;-) Buona lettura!

Amore ritornato e cavolo riscaldato, 'un fu ma' bono

Al contadino un devi far sapere quant'é bono il cacio con le pere

A chi un piace i'vino, Dio tolga anche l'acqua
Assai digiuna chi male mangia

A ta'ola e 'un s'invecchia
: a tavola non s'invecchia e per estensione, in compagnia degli amici non si invecchia perché si sta bene, ossia: stare in buona compagnia aiuta a rimanere giovani.

Aver prosciutto/salame sugli occhi: non riuscire a vedere le cose evidenti. (Non sono sicura che questo sia un dialetto toscano !!)

Bollire in pentola: evento che si sta preparando, soprattutto di nascosto

Camminare sull'ova: camminare in modo ridicolo, come se una persona stesse, appunto, camminando sulle uova.

Chi piscia e un fa i'peto, è come mangià l'insalata senz'aceto


Chi mangia in piè, mangia pe' tre


Chi ha mangia. Chi non ha s'arrangia

Chi beve il vino prima della minestra, saluta il medico dalla finestra

Cucina senza sale,
credenza senza pane, cantina senza vino, non si fa un bel mattino

Col cavolo: mai! neanche se m'ammazzi!

Come i'cacio sui maccheroni: a proposito, evento improvviso ma che arriva in un momento assai opportuno

Dalla padella alla brace: di male in peggio

Da' i pane a fette: fare male, picchiare

Da' le pappe: lasciare qualcuno praticamente a zero

Da' le paste: stravincere

Dice l'uva: a chi mi calpesta gli fo girar la testa


Dov'entra i'bere, se ne va i sapere


Entracci com'i ca'olo a merenda: una cosa inopportuna, come appunto mangiare il cavolo a merenda.

Essere alla frutta: essere ridotto male

Essere fritto: essere in una situazione senza via di scampo

Essere senza sugo: persone, avvenimenti banali

Quanti fichi fa i mi fico! : quanti problemi fa il mio bambino

Fare i fihi: fare lo schizzinoso, farsi pregare per fare qualcosa che alla fine interessa pure.

Far venire il latte alle ginocchia: persona stupida che da noia e fastidio

Far le nozze con i fichi secchi: voler fare le cose in grande senza averne la possibilità

Finire a tarallucci e vino: disputa che si risolve in modo amichevole

Fritta, l'è bona anche una ciabatta: qualsiasi cosa si frigga diventa buona

Gallina vecchia fa buon brodo

I discorsi un fan farina

Il pan del povero l'è sempre duro

La minestra dei contadini: acquacotta e tagliatini


Le bellezze e un' se mangeno


L'insalata vole il sale da un sapiente,
l'aceto da un avaro,
l'olio da uno scialone,
va rigirata da un matto
e mangiata da un allupato

Mangià senza bere è come murà a secco


Mangia bene e caca forte e non aver paura della morte

Meno siamo a tavola, più si mangia


Pane al pane e vino al vino: essere diretti

Prendere i boccon di' prete: prendere la parte migliore, di solito il culo del pollo arrosto

Prendere in castagna: cogliere qualcuno in errore

Prendere un granchio: sbagliarsi

Prendere una bufala: prendere una frode, un raggiro

Preti e polli 'un so' mai satolli

Quando la fame entra dall'uscio, l'amore esce dalla finestra

Quel che avanza leva la fame

Se unné zuppa, l'è pan bagnato: la stessa cosa

Se voi che 'l mangiare faccia presa, sta' du' ore co' la gamba stesa

Trovar i'pelo nell'uovo: per eccesso di pignoleria trovare difetti dovunque

Un' reggere nemmeno il semolino: persona incapace di tenere qualsiasi segreto

Unné i bere, glié i ribere: non stare male per aver bevuto ma per aver ribevuto ripetutamente

Un c'è meglio condimento che la fame

Un ti mettere in cammino se la bocca 'un sa di vino

Raccolti da "Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del dialetto toscano di ieri e di oggi" (Autori Vari), "Quaderno delle ricette di Maremma raccolte alla tavola dei Butteri" di C. Spargi e "Proverbi dell'alta Maremma"

Maremma

Maremma, terra di mezzo
tra papi e papalini, signorie e briganti.
Maremma, antica Etruria,
impastata di forza, civiltà e santi.
Maremma bella come una
passeggiata a cavallo in riva al mare.
Maremma decisa, come il maestrale
che la sfiora sul crinale.
Maremma terra di garbo, bosco e mare.
Maremma tutta da mangiare.
... Bruschette, crostini, tortelli,
pici e acquacotta di terra e di mare,
gnocchetti, pappardelle, panzanella,
pappa al pomodoro per chi la sa fare.
Ribollita, zuppa di pane,
fiocchi di neve e pan lavato,
cicale, totani e ranocchie
baccalà coi ceci e sei sfamato.
Coratella, trippa, pollo e scottiglia di cinghiale
stortini, crostata nera, biscotti della miseria,
fino a star male.
Perché laggiù in Maremma mangiare è un rito
che si consuma ogni giorno con grande appetito
Tra butteri, pastori e marinai
del sapore di Maremma non ti stanchi mai




da "Quaderno delle ricette di Maremma raccolte alla tavola dei Butteri" di C. Spargi


Cinghiale o cignale alla maremmana

Per un giorno mi sono sentita Babbo Natale. Sapevo che avrei fatto felice un uomo ma non mi sarei mai immaginata di mandarlo così in tilt da vedere nella sua faccia un'espressione mista tra stupore, contentezza, gratitudine, euforia... Insomma, come se avesse trovato il 25 dicembre i regali di Babbo Natale sotto l'albero!!

La sua felicità mi ha ripagato dal disgusto che avevo provato la sera prima nel togliere il cinghiale dalla busta sotto vuoto e dall'odore di sangue che aveva pervaso la cucina per più di un quarto d'ora... (io che non sono un'amante della carne!!) Devo ammettere che l'operazione peggiore l'ho fatta fare a Lorenzo: quella di togliere tutto il sangue e di pulire bene sotto l'acqua i pezzi di cinghiale.

Comunque sia, questa ricetta non è assolutamente difficile, è solo incredibilmente lunga. Primo: perché va trovato il cinghiale da cucinare. Operazione non facilissima quando non abiti più in un posto dove il cinghiale si trova facilmente. Poi, nel mio caso, una toscana con un po' di puzza sotto il naso che pensa sempre che il cinghiale buono ci sia solo in Toscana, mi sono aggirata tra i macellai francesi con un'aria tra lo scettico e l'indifferente... Ma sono stata fortunata: ho trovato la polpa di cinghiale a neanche 100m da casa mia nell'unico macellaio di Ferney-Voltaire. Macellaio non tanto simpatico, ma pazienza: il cinghiale era buono e tenero, perfetto per la mia "prima volta"... l'avevo mangiato spesso, ma non l'avevo ancora mai cucinato!!

Sapore e ricordi della Maremma.. terra una volta di miseria e scarsità di ingredienti, che trasformavano la cucina in una vera e propria arte d'arrangiarsi. Ci voleva una fantasia incredibile per variare un'alimentazione che nella maggior parte dei casi era sempre uguale e bisognava riutilizzare gli avanzi del pasto precedente per non buttare mai via niente e focalizzarsi soprattutto sui prodotti stagionali che la natura riusciva a regalare. Il cinghiale si cucinava allora solo in occasioni veramente speciali, ora è diventato invece quasi una routine... Ricordiamocelo ogni tanto :-) Forse è per questo che nonostante prediliga le verdure, non riesco mai a dire di no ad un piatto di carne, in due casi. Il primo se mi viene cucinato con amore da qualcuno. E secondo: quando lo cucino io e mi ricorda i sapori della mia regione.

Ma bando alla ciance, come si dice in Toscana. Ecco a voi la ricetta base tratta dal libro del Petroni.

Ingredienti per 4 persone:


800g di polpa di cinghiale
1 cipolla, 1 carota, 1 sedano
2 spicchi d'aglio
2 foglie d'alloro
1/2 litro di vino rosso
1/2 bicchiere d'aceto
400g di pomodori pelati
olio extravergine d'oliva
sale pepe

La sera prima tagliate a pezzi la polpa di cinghiale e mettetela in infusione con il vino, l'aceto e gli odori tagliati a fettine, l'aglio e l'alloro. Lasciate a marinare al fresco per tutta la notte.

Il giorno dopo togliete gli odori e gli aromi dalla marinata e separate anche la polpa di cinghiale in un piatto a parte. In un piatto avrete gli odori e gli aromi, in un altro sarà rimasta la marinata e in un altro avrete la polpa di cinghiale. Prendete una padella capiente, mettete un po' d'olio e fate appassire gli odori e gli aromi precedentemente tolti. Dopodiché aggiungete la polpa di cinghiale e fatela colorire a fuoco vivace per qualche minuto, poi aggiungete un bicchiere della marinata. Quando sarà evaporata unite i pomodori, salate e pepate e a questo punto continuate a cuocere per circa 2 ore, bagnando con acqua se occorresse.
Alla fine togliete la polpa e passate al passaverdura la salsa per rimetterla poi insieme alla polpa e servirla.


P.S. Si ringrazia Irene per l'aiuto artistico nel fare questa foto che a me non sarebbe mai riuscita così bene :-)

Torta pere e cioccolato

Abbiamo fatto questa torta tre volte e ogni volta è venuta completamente differente, ma sempre buonissima! State solo attenti a quanto rhum mettete :-) Vi segnalo questo blog per gli amanti dei dolci "Dolci e ricette", da dove ho preso la ricetta originale!



Ingredienti per 4 persone:

300g di farina
150g di zucchero
100g di burro
1 uovo
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
1 bicchiere di latte
1 bicchierino di rhum (attenzione...!!)
2 pere
100g di cioccolato fondente al 70%

Sbucciate e tagliate le pere a pezzetti. Metteteli a macerare nel rhum e intanto preparate l'impasto. Mettete l'uovo con lo zucchero, la farina setacciata, 1 bicchiere di latte, la bustina di lievito per dolci, il burro fuso, il cioccolato a scaglie ed infine le pere con il loro rhum. Infornate a 180° per circa 30 minuti.



Tortino di fagioli e spinaci

Ricetta facile, veloce e gustosa!

Ingredienti per 4 persone:

350g di fagioli
350g di spinaci
1 cipolla
pinoli
menta
pangrattato
olio
sale

Lavate accuratamente gli spinaci. Fateli cuocere circa 5 minuti dalla ripresa del vapore nell'acqua che rimane tra le foglie dopo l'ultimo risciacquo. Frullateli con olio, sale, una manciata di pinoli e qualche foglia di menta. Fate appassire una cipolla con un filo d'olio in una padella e aggiungete la purea di spinaci per qualche minuto.

Scaldate i fagioli in poca della loro acqua, passateli al passaverdure e regolate il sale.

A questo punto prendete una teglia precedentemente unta d'olio, passateci sopra uno strato di pangrattato, metteci i fagioli e per finire il composto con gli spinaci. Condite con un filo d'olio e passate in forno per 10 minuti.

Polpette broccoli e tofu

Avete appena cucinato i broccoli e state per buttare nella spazzatura i gambi? Fermi lì, prendete i gambi e seguite questa buonissima ricetta!

Ingredienti per 4 persone:

200g di gambi di broccoli
200g tofu
1 spicchio d'aglio
peperoncino
parmigiano grattugiato
pangrattato
semi di sesamo
salsa di soia
olio e sale

Bollite per qualche minuto il gambo del broccolo. Nel frattempo mettete nel mixer il tofu a pezzi, un cucchiaio di olio, sale e la salsa di soia cercando di fare un impasto abbastanza consistente. A questo punto frullate anche il gambo del broccolo e mettetelo ad insaporire in una padella con l'olio, uno spicchio d'aglio schiacciato e un po' di peperoncino. 

A questo punto unite il tofu, lasciate intiepidire un po' e quindi aggiungete una manciata di parmigiano grattugiato e di pangrattato. Il composto deve essere abbastanza denso altrimenti le polpette non verranno bene. Se fosse troppo liquido aggiungeteci quindi parmigiano e pangrattato. Formate a questo punto delle polpette appiattite. 

Usate una teglia precedentemente unta, disponete le polpette e spolverizzatele di semi di sesamo che dovrete premere nell'impasto con le dita. Mettete in forno a 200° per circa 20 minuti.

venerdì 23 ottobre 2009

Tiramisù

Mille ricette diverse per il dolce italiano per eccellenza. Vi propongo una delle mille varianti, ma semplice e veloce, con delle dosi semplici da ricordare, anche senza avere a portata di mano un ricettario o... internet.
Se fate questo dolce a persone che non sono italiane, come ho fatto io, rimarrete nei loro cuori per anni! Sono ancora famosa come "Monia, who made tiramisù".. ! Basta non dire che questa ricetta non è niente di che, e che quasi quasi si fa più per far veloce e accontentare chi di cucina italiana se ne intende poco, che altro. Ma sssss... è un segreto ;-)

Ingredienti per 4 persone:

500g di mascarpone
150g biscotti Savoiardi o Pavesini o simili
4 uova
4 cucchiai di zucchero
caffé
cacao in polvere
un pizzico di sale

Dividete i tuorli dai bianchi dell'uovo. Sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungere il mascarpone poco per volta e lavoratelo bene. "Lavorarlo" significa amalgamarlo bene fino ad ottenere una crema liscia senza grumi.

Montare gli albumi a neve e aggiungerli al mascarpone. Questa operazione va fatta esclusivamente a mano, non usate per carità le fruste! (se volete, potete invece usarle per montare gli albumi, se vi fa fatica farlo a mano :-) Amalgamate bene e lentamente. Aggiungete un pizzico di sale.

A questo punto fate del caffè e lasciatelo intiepidire un po'. Prendete un contenitore della forma a vostro piacimento (il mio è a forma ellittica), mettete uno strato di Savoiardi inzuppati nel caffè (ma non troppo, non si devono sbriciolare) e uno strato di mascarpone, fino ad esaurimento ingredienti. Terminate con del cacao in polvere.

Mettete in frigorifero almeno due ore e servite.

Zuppa di zucca


Ingredienti per 4 personne:


1 zucca grande da scavare
1 cipolla e mezzo
50g di burro o 4 di olio d'oliva
un bicchiere di panna da cucina
brodo
sale
pepe




Operazione zucca: armatevi di santa pazienza, come si suol dire, e iniziate a tagliare la parte superiore della zucca per ricavarne il coperchio. Poi levate piano piano tutti i semi e i filamenti. Era la prima volta che svuotavo una zucca e ammetto che non sapevo esattamente cosa c'era dentro :-) Prendete la paletta da gelato che velocizzerà la cosa e iniziate a scavare la zucca. Mettete a questo punto il vostro cd preferito e scavate fino ad ottenere un contenitore liscio per contenere la polpa della zucca.



A questo punto prendete una pentola abbastanza grande, metteteci il burro o l'olio a vostro piacimento, fateci soffriggere una cipolla sminuzzata (non importa come, tanto dopo dovrete passare tutto al mixer o al passaverdura). Lasciate dorare, poi aggiungete la polpa di zucca precedentemente scavata e dopo qualche minuto aggiungete un po' di brodo, io consiglio sempre vegetale, visto che si tratta di cucinarlo con la zucca! Aggiungete sale e pepe e fate cuocere per circa 25 minuti. Poi passate tutto al mixer o al passaverdura, ma con fori piccoli. Poi rimettete sul fuoco, aggiungete la panna da cucina, assaggiate per controllare se manca qualcosa e servite dentro la zucca svuotata, che avrete precedentemente messo in forno caldo per 2 minuti.

Buon appetito!


lunedì 19 ottobre 2009

Bibliografia culinaria

Mi sembra doveroso elencare i libri principali che consulto ogni giorno prima di preparare qualcosa: certe volte per trovare una ricetta nuova, altre per prenderne spunto, altre volte per darci solo un'occhiata, altre volte solo per passare il tempo...

1) "Ricette toscane. I sapori di ieri e di oggi", P. Petroni
2) "La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene", P. Artusi
3) "Crepe, omelette, palacinke dolci e salate", a cura di P. Scolari
4) "Cucinare verde. 500 ricette vegetariane e vegane tutte rigorosamente ghiotte", Cristina e Allan Bay.
5) "Il cucinaverdure", L. Biondi
6) "Il cucchiaio verde pocket", W. Pedrotti
7) "Il piccolo Cucchiaio d'Oro", autori vari
8) "Sapori d'Africa", A. Fall
9) "La cucina araba", M. Fischer
10) "Saveurs indiennes", autori vari
11) "Sve od testa", N. Antic

Il libro del Petroni è sicuramente un buon libro anche se, come si suol dire, la ciccia spunta da tutte le parti. Ed è giusto che sia così, visto che è un libro di cucina toscana...
"La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene" è un must per ogni toscano anche se è un meta-ricettario, nel senso che certe volte sembra di leggere più un libro di narrativa, che di cucina. Delle ricette non viene data neanche la quantità degli ingredienti, secondo l'Artusi bisogna fare un po' tutto ad occhio. Ma presto farò un post solo per questo libro, perché contiene delle perle di saggezza sulla cucina ormai scomparse.
Il libro che uso da più da un anno regolarmente è quello dei fratelli Bay perché con elementi semplici come le verdure, sono riusciti a proporre una ricetta più buona dell'altra. Spesso basta una spezia particolare a cambiare (in meglio) il sapore delle verdure presentate nel libro. La parte "dolci" l'ho saltata perché per il momento mi fanno un po' paura i dolci vegetariani. Ma proverò anche quelli un giorno...
Nella mia prima avventura fuori casa a Fiume, in Croazia, è stato invece il "Cucchiaio verde" ad aprirmi la strada alle verdure. Ma ora è passato un po' in secondo piano. Ricordo la faccia quasi disgustata di Maura quando durante uno dei miei week-end triestini mi vide radiosa mentre uscivo dalla libreria con il libro in mano!!
Del "Cucinaverdure" non ho mai conosciuto la copertina, perché così l'ho ereditato da mia mamma. Il titolo potrebbe tranne in inganno, ma attenzione: non si tratta di un libro di cucina vegetariana, bensì le verdure sono i piatti principali ma possono essere benissimo cucinate con elementi a base di carne!
Il vero libro della cucina italiana è invece il "Piccolo cucchiaio d'oro": le ricette sono suddivise in stagioni, e questo va bene ma nel complesso mi sembra un libro un po' troppo fighetto e con ricette complicate. Ma non quelle complicate che comunque ti metti a fare e poi sono buone. Quelle complicate per il gusto di fare ricette troppo strambe e poi non sono niente di che alla fine. E poi la delusione è stata grande quando sono andata a cercare il dolce italiano per eccellenza, il tiramisù... e la ricetta del tiramisù non c'era!!! Shame on them!
Quel fantastico libro sulle crepe e palacinke che mi regalarono l'Elisa e la Sara nel 2001 è ancora nella mia cucina e, anche se raramente, ho fatto anche delle cene a base di crepes!

Non mi cimento molto sulle cucine straniere per tre motivi: 1) so che non riuscirò a farle mai bene come chi in un luogo ha imparato i segreti della propria cucina fin da piccolo 2) non ho nessuno che me lo insegna 3) nei supermercati non si trovano dei veri prodotti stranieri.. anche quelli che dicono di essere italiani, tipo la ricotta "Casa Azzurra", in Italia non l'ho mai vista neanche di sfuggita...! Quindi mi dico che: già non so cucinare bene qualcosa che non sia italiano, figuriamoci iniziare con dei prodotti che sono pure dei facs-simili degli originali...
Comunque ci sono delle eccezioni. Ogni tanto faccio un couscous non male preso da "Sapori d'Africa", o mi cimento in qualcosa d'indiano pescato da "Saveurs indiennes" oppure qualcosa di arabo sfogliando "La Cucina araba". Ho anche un piccolissimo libro comprato a Zemum, nei sobborghi di Belgrado, per fare le pite. Ma ancora non l'ho mai usato anche se una pita l'ho fatta con la sfoglia portata direttamente dalla Serbia dalla mamma di una mia ex collega :-)
Quindi ripeto come ho scritto nelle mie "informazioni personali": che mi piace qualsiasi gusto che delizi il palato ma preferisco andare in un buon ristorante indiano o arabo e a casa prepararmi invece i piatti che sono più abitutata a mangiare e che sono indubbiamente anche più brava a cucinare :-)

Fusilli con fiori di zucchina

Zucchine, mon amour. Ricetta abbastanza semplice, ma dovete assolutamente procurarvi lo zafferano, altrimenti viene una banale pasta alle zucchine...



Ingredienti per 4 persone:

400g di pasta corta (non liscia)
250g di zucchine fiorite
1 scalogno
zafferano
parmigiano
olio
burro
sale
pepe

Staccate i fiori dalle zucchine. Tagliateli delicatamente in due e togliete il pistillo e la parte più dura che rimane alla sua base. L'operazione è delicata, state attenti a non rompere il fiore. Apritelo piano piano, mettetelo sotto l'acqua e lavatelo delicatamente. Poi tagliatelo a listarelle. Procedete nello stesso modo per tutti i fiori di zucchina.
Prendete le zucchine, lavatele come di consueto e tagliatele a piccoli fiammiferi. In una padella con un po' d'olio fate appassire lo scalogno e aggiungete le zucchine tagliate a fiammifero e i fiori.
Intanto scaldate un po' d'acqua bollente e sciogliete una bustina di zafferano. A questo punto cuocete la pasta in un'altra pentola, scolatela a metà cottura e versatela in padella. Terminate l'altra metà della cottura aggiungendo l'acqua bollente allo zafferano fino a farlo assorbire tutto.
A fine cottura, unite il parmigiano grattugiato (abbondante) e una manciata di pepe.


P.S. Come vedete dalla foto io ho usato le penne lisce, ma perché non avevo altro. Vi consiglio invece di farla sempre con della pasta corta, ma non liscia (come ho fatto tante altre volte ed è venuto sempre più buono, soprattutto con i fusilli!)

Gamberetti al prezzemolo

Ricetta più semplice e buona di questa non esiste.



Ingredienti per 4 persone:

500g di gamberetti (o gamberi)
un ciuffo di prezzemolo
2 spicchi d'aglio
olio
sale e pepe

Lavare per bene i gamberetti (se siete abituati a mangiarli senza testa, toglietela naturalmente)... ça va sans dire! Mettete in una padella un po' d'olio, buttateci il soffritto di prezzemolo e aglio (abbondate con entrambi), aggiungete i gamberetti e lasciate cuocere per dieci minuti. Se ce ne avete potete aggiungere un po' di vino bianco. Aggiustate sale e pepe e i gamberetti sono pronti da portare in tavola!

Perché io non sono Antonella Clerici


Così eccomi qua ad aprire un blog forse poco intellettuale ma utile. Appena l'ho detto, qualcuno mi ha subito paragonato ad Antonella Clerici e alla sua "Prova del cuoco". Mi ricordo ancora quando alle 11 di mattina, invece di trasmettere notizie vere, mandavano in onda quella rintronata che, con la pentola in mano, dava consigli di cucina. Si sa che in Italia mangiare è la priorità numero 1, ancora prima della giustizia, ma mi è sempre sembrato ingiusto mettere la Clerici con in mano una padella al posto delle notizie in un'ora di punta come quella.

L'ultima cosa che vorrei a questo mondo è quella di finire in televisione (che da due anni è rigorosamente spenta a casa mia). E se proprio un giorno dovessi farlo, non so per quale motivo, spero di non finirci con una padella in mano. E per giunta.. chi mi conosce lo sa... addirittura vestita di rosa! Per questo non voglio essere paragonata alla Clerici! Spero che il mio blog verrà visto prima di tutto da coloro che mi conoscono. Che con un piatto ricorderanno forse qualche piacevole serata passata insieme davanti ai tortelli lucchesi a parlare del più del meno. Oppure il mio 29° compleanno quando abbiamo mangiato le crespelle alla fiorentina con in sottofondo "Rimmel" di De Gregori. E ancora il couscous con la Sara e Fabrizio, la crema di porri con Raffaele e Vito. Oppure la pasta fresca alle noci e pomodori che mia mamma, a cinquant'anni, non aveva ancora mai mangiato!

Perché ho aperto un blog di cucina? Perché per ora cucinare è una delle cose che mi riesce meglio e ho pensato che nel mondo del web, dove si cerca qualche informazione e si fugge subito, non fosse male l'idea di condividere prima con chi mi conosce e poi anche con sconosciuti delle ricette di cucina.

Inoltre questo è blog è il realizzamento di varie fasi della mia vita che hanno corrisposto a diverse voglie mai portate a termine: passione numero 1, un blog sulle lingue (tutte le lingue del mondo dalla A alla Z). Uno sui Balcani, passione numero 2. Da quando sono in esilio, leggo molto e spesso mi sarebbe piaciuto aprire un blog di letteratura. Recentemente leggo anche molta poesia: ho scoperto per esempio un poeta turco, Nazim Hikmet, che mi piace molto. Oppure rileggo le "vecchie" poesie di Bertold Brecht, che non smettono mai di appassionarmi dopo tanto tempo che le conosco. Ma non so scrivere bene un blog di cucina, figuriamoci aprirne uno di letteratura! Passione numero 4: i viaggi. E ancora lo stesso problema. Se sapessi scrivere bene racconti di viaggio come il giornalista Paolo Rumiz, aprirei subito un blog sui miei viaggi, per descrivere per esempio l'emozione che mi ha regalato il paesaggio autunnale della Bosnia nell'ottobre del 2006, ma siccome scrivere non so, preferisco leggere i suoi libri che mi fanno venire ogni volta la pelle d'oca e dedicarmi a cose più alla mia portata. Ultima passione: Guccini, De André, De Gregori, Modena City Ramblers.. anche qui, preferisco mettere un loro CD che scriverne su internet. Very last but not least: ho pensato qualche volta anche ad aprire un blog per raccontare un po' di me. Ma sarebbe stato un blog più per raccontare ai miei amici quello che faccio, che altro. Ma poi ho sempre optato per le lettere, il telefono, le email, incontri in posti improbabili per vedersi dal vivo e magari talvolta ricapitolare le nostre vite con davanti una tazza di caffé :-)

Per questo ho aperto il blog: per condividere qualcosa che mi riesce bene, cucinare. Per lasciare qualcosa di scritto alle parole "Non ti preoccupare, prima o poi te la scrivo la ricetta...!", per fare qualcosa di costruttivo nel mio piccolo.

Inoltre, più sto all'estero e più mi convinco che l'unica cosa, oltre ad affetti e amici, che mi rende davvero un'italiana a tutti gli effetti, è il cibo. Ma più che altro è il mangiar bene, lo slow food fatto per gusto e sempre in maniera conviviale, perché si mangia meglio quando non si mangia da soli! Ed un caffé buono, un cappuccino dove lo zucchero rimane sulla sua gustosissima superficie lattosa senza cadere e una pasta al dente fatta bene, mi fanno sentire a casa.

Fusilli broccoli e capperi

Diffidate dal titolo. Questa ricetta si trovava da un anno nel mio libro "Cucinare verde" e io non l'avevo mai degnata di uno sguardo perché non mi convinceva molto l'accostamento broccoli-capperi. Poi mi sono messa a leggere meglio gli ingredienti e sono stata convinta dai pomodori secchi a tentare. E' stato un successo, uno dei migliori primi piatti di tutto il libro. Provare per credere.



Ingredienti per 4 persone:

400g di pasta corta
400g di broccoli
70g di capperi
10 pomodori secchi
2 spicchi d'aglio
peperoncino
sale
pepe
mezzo peperone giallo
tofu

Sbollentate i broccoli e i pomodori secchi per qualche minuto. Scolateli, mettete in una casseruola con un filo d'olio e due spicchi d'aglio i broccoli e i pomodori tagliati a pezzetti (io lo faccio con le forbici da cucina). Lasciate insaporire per qualche minuto aggiungendo i capperi tritati e un pizzico di sale e peperoncino. A questo punto fate cuocere per non più di 5 minuti stando attenti però che i broccoli si siano cotti (anche un po' sbriciolati). Servite in tavola aggiungendo a piacere del tofu sbriciolato (finissimo) e dei pezzetti di peperoni abbrustoliti. Bon appétit!


Crema di porri

Altra ricetta toscana (questo un po' per smentire chi mi chiede se sono "d'origine italienne" :-). Questa ricetta mi ricorda una cena bellissima a base di tante risate con Vito e Raffaele. Come avevo spiegato, questa ricetta a base di soli porri, farina e brodo è diventata una delle ricette più famose di Firenze. E, ordinata di una vera trattoria del centro storico di Firenze, può costare anche molto. Quindi: conviene di più imparare a farla e gustarsela in compagnia tra amici.

Ingredienti per 4 persone:

6 porri medi
1 litro di brodo vegetale
50g di burro
2 cucchiai di farina
parmigiano
sale e pepe

Mettete bene sotto l'acqua i porri, lavateli e tagliateli a fettine sottili fino al verde pallido. Questa è la parte più noiosa, quindi mettete come sottofondo il vostro cd preferito: il tempo passerà più in fretta!
Fate rosolare i porri in un tegame con il burro. Dopo 2 minuti spolverate con la farina, fate cuocere ancora un paio di minuti e poi versate il brodo bollente, prima a poco a poco e poi tutto insieme. Aggiungete un pizzico di sale e fate cuocere per mezz'ora a fuoco basso.
Alla fine dovrà risultare una crema liquida ma vellutata, quindi: se è venuta troppo liquida levate una parta di liquido con un colino. Se invece è troppo densa aggiungete un po' di acqua calda (se non vi è rimasto più brodo). Io ho iniziato a metterci molto meno di un litro di brodo e mi piace più così. Ma dovete provare, scoprire il vostro gusto e aggiustare la ricetta di conseguenza.
La crema va servita ben calda, con del parmigiano grattugiato. Un tocco di classe che rende comunque sublime questa ricetta al mio gusto sono i crostini di pane tostati o saltati da accompagnare (io gli compro già fatti).
Ricapitolando: non vale la pena di spendere troppi soldi per andare in una trattoria del centro storico di Firenze per andare a mangiare una cosa del genere. Meglio farsela a casa che verrà indubbiamente più gustosa e sicuramente meno cara :-)

Crespelle à la florentine (?!)

Dovevo emigrare da queste parti (confine franco-svizzero) per sapere che tutto ciò che è fatto con gli spinaci si chiama "alla fiorentina". Mah, io nei miei 27 anni fiorentini non l'avevo mai saputo, a quanto pare non si smette mai d'imparare!
Comunque sia, questa ricetta a base anche di spinaci si trova effettivamente alla pag. 67 del libro di Paolo Petroni "Ricette Toscane" (prima o poi vi farò anche una lista delle mie fonti). Mi piacerebbe chiedere al Petroni se a lui è mai giunta voce che qualsiasi cosa fatta con gli spinaci fuori dal Bel Paese viene chiamata à la florentine.
Rimanendo con questo dubbio, vi lascio la ricetta che ho fatto per la cena del mio 29° compleanno. Se avessi solo immaginato di aprire un giorno un blog di ricette le avrei fatto una foto, invece vi lascio solo gli ingredienti :-(
Se avete poco tempo per cucinare lasciate perdere. Se invece avete voglia di divertirvi, accomodatevi!

Ingredienti per 4 persone:

300g di spinaci cotti
200g di ricotta
100g di farina
80g di burro
3 uova
1 bicchiere di latte
1/2 litro di besciamella
Salsa si pomodoro quanto basta (ovvero q.b.)
parmigiano
noce moscata (mon amour)
sale e pepe

Mescolate bene gli spinaci cotti e tritati (con la mezzaluna o con il mixer), la ricotta, 1 uovo, 2 cucchiai di parmigiano, sale e pepe e un po' di noce moscata (io abbondo sempre perché mi piace un sacco!)

Preparate la pastella per le crespelle: 2 uova, 1 bicchiere di latte, 50g di burro fuso, farina e un po' di sale. La pastella deve essere molto liscia, quindi se non lo è aggiungete del latte. Lasciate riposare per almeno mezz'ora in un luogo tiepido coprendo con un canovaccio (ops! con uno straccio, volevo dire).

In una casseruola (meglio se antiaderente) metteteci pochissimo burro e pochissima pastella, e cuocetela da entrambe le parti. Giratela aiutandovi con una forchetta. Io la prima crespella la butto sempre via, quindi non scoraggiatevi. Continuate con la seconda e volendo anche con una terza. Dalla terza in poi dovrebbero venire sicuramente benissimo.

Riempite le crespelle con il farcito di spinaci e arrotolatele come fossero cannoli.
Prendete quindi una pirofila da forno, ungetela di burro, allineate una per una le crespelle e ricopritele con la besciamella (comprata o fatta in casa). Cospargete con del parmigiano e macchiate la superficie con pochissima salsa al pomodoro (praticamente fate delle macchiette rosse in qua e là, ma è più per decorazione che altro!).

Passate in forno caldo a180° per circa 15 minuti o fino a quando sentirete il profumo delle crespelle à la florentine invadere la cucina.

domenica 18 ottobre 2009

Crema di mandorle e prezzemolo

Uno degli antipasti più veloci che la storia ricordi!



Ingredienti per 4 persone:

100g di mandorle
un ciuffo di prezzemolo
olio
sale

Tritate le mandorle in un mixer insieme al prezzemolo con un po' di olio.
Appena avete finito aggiungete dell'altro olio e un pizzico di sale.
Mescolate affinché la crema non sia troppo secca (casomai aggiungete un po' d'olio) e spalmatela sui crostini (o semplici pezzi di pane).

Crema di melanzane

Questa ricetta mi ricorda una bella serata in compagnia di Angelica e Vito quest'estate, quando però mi ero ahimé dimenticata un ingrediente fondamentale: la scorza di limone grattugiata. Tutti hanno comunque gradito :-) Mi ricorda anche la festa a sorpresa per i 30 anni del mio ragazzo, quando la mia amica Sara ha voluto sapere tutti gli ingredienti di questa ricetta nei minimi dettagli, da quanto le era piacuta!
Quindi: a parte lessare la melanzana e ricordarsi di comprare un limone ;-), è una ricetta molto veloce e... molto gustosa!



Ingredienti per 4 persone:

1 melanzana
1 cipollotto fresco (o una mezza cipolla)
un po' di scorza di limone grattugiato
prezzemolo
menta
olive nere
olio
sale

Lessate la melanzana. Una volta pronta passatela al passaverdura (va bene anche un mixer).
Aggiungete il cipollotto tritato finemente, il prezzemolo e la menta tritati, un po' di scorza di limone, le olive nere fatte a pezzi e finite con un po' di olio a crudo.
Assaggiate il tutto e aumentate qualche ingrediente a discapito di altri in base al vostro gusto (a me piace molto la menta, per esempio)
Se potete lasciate qualche ora in frigo prima di servire.


domenica 11 ottobre 2009

Pasta alle noci

Ingredienti per 4 persone:

130g di noci
100g di ricotta
1 fetta di pancarré
1 spicchio d'aglio
latte
olio e sale

Rompete le noci. Se avete tempo sbollentate i gherigli e pelateli. Se non avete né tempo né voglia, come succede sempre a me, prendete direttamente i gherigli e metteteli nel mixer. Se siete degli amanti delle noci vi consiglio di fare dei pezzettini piccoli ma non sbriciolati. Aggiungete anche un aglio, la ricotta e olio d'oliva a piacere e frullate tutto.
Intanto prendete la fetta di pancarré, mettetela in un po' di latte e strizzatela. Aggiungetela alla salsa di noci e alla fine regolate il sale.
Vi consiglio vivamente di servirla con della pasta fresca.

Broccoli in crosta di patate

Ricetta per gli amanti delle verdure. E anche per quelli ai quali le verdure non piacciono ma se le trovano "nascoste" con altri ingredienti, tipo patate e mozzarella, non dispiacciono affatto. Ricetta semplicissima, pure troppo.

Ingredienti per 4 persone:

1 broccolo intero
2 spicchi d'aglio
olio
peperoncino
5 patate di dimensioni normali
mozzarella a volontà
pangrattato

Mettete i broccoli a sbollentare almeno 5 minuti in acqua bollente.
Scolateli e togliete tutte le parti più dure e conservate le cimette di broccoli. Mettetele a rosolare in una padella con due spicchi d'aglio e peperoncino a piacere. Lasciatele appassire per almeno 5 minuti e spengete quando saranno diventate morbide.



Nel frattempo avrete lessato le patate con la buccia (con la pentola a pressione o alla vecchia maniera). Sbucciate le patate e tagliatele a fettine non troppo sottili. Prendete una pirofila da forno (o l'alluminio), mettete un filo di olio e cospargete di pangrattato. Disponete la maggior parte delle fette di patate nel fondo della teglia e le restanti ad arco (per dare un tocco di classe, ma non è certo indispensabile). A questo punto disponete sopra i broccoli e per finire cospargete con della mozzarella a pezzetti (una o due mozzarelle a seconda dei gusti).
Mettete in forno a 220' per circa 20 minuti o fino a quando sentirete l'odore dei broccoli invadere la cucina.

venerdì 9 ottobre 2009

Strudel con piccolo chapeau storico...

Vi propongo una ricetta trovata su internet per caso, come forse state facendo voi leggendo il mio blog. Ho seguito passo passo tutte le istruzioni e a detta di tutti, è venuto uno strudel unforgettable

Piccola curiosità per gli italofoni: lo strudel ha origini turche, benché per noi sia un dolce dell'estremo nord italiano, cosi' nordico da perdersi con i sapori della cucina austriaca. Come ha fatto ad arrivare dalla Turchia al Trentino Alto Adige? Inanzitutto é la variante di un dolce turco che esiste anche al giorno d'oggi, la Baclava o Baklava. All'inizio del 1500 i turchi sconfissero gli ungheresi nella battaglia di Mohacs e nel 1529 arrivarono addirittura alle porte di Vienna. Anche se a Vienna furono respinti, dominarono per oltre due secoli in varie regioni dell'Ungheria e trasmisero parte della loro cultura culinaria: la baclava appunto, alla quale nel tempo si aggiunse un elemento oggi fondamentale senza il quale è impensabile pensare allo Strudel: le mele. Dall'Ungheria all'Austria e cosi' al Trentino il passo é stato breve. 

Spero che questa breve lezione storico-culinaria non vi abbia tolto l'appetito e soprattutto la voglia di preparare questa delicatesse ;-)



Ingredienti:

pasta da dolci o pasta fatta a mano
(io ho optato per quella già pronta ;-)

Per ripieno:

600gr di mele
50gr di zucchero
50gr di pane grattugiato amalgamato con un po' di burro fuso
40gr di uva sultanina
20gr di pinoli
2 cucchiai di rum
1 bustina di zucchero vanigliato
½ cucchiaino di cannella (o più' a piacere)
scorza di limone grattugiata


Per guarnire:

1 uovo
zucchero a velo

Tagliare le mele a piccoli pezzetti stando chiaramente attenti a togliere il nocciolo. Amalgamare in una ciotola con tutti gli ingredienti del ripieno: zucchero, pangrattato, uva sultanina che avrete precedentemente ammollato qualche minuto in acqua tiepida, pinoli, rum (attenti se non siete abituati al sapere di non metterne troppo, sempre meglio metterne poco e magari aggiungerlo che il contrario), zucchero vanigliato, cannella a piacere (secondo il mio amico Vito ce ne va molto più' di mezzo cucchiaio.. ma dipende dai gusti), scorza di limone. Mescolare bene e amalgamare.

A questo punto stendete la pasta. Cercate di fare del composto una striscia piu' o meno centrale e chiudetela come se dovreste fare un pacchettino. La forma finale dovrà essere lunga, più' o meno un rettangolo. Mettetela in una teglia imburrata o con una carta da forno. Spennellate un uovo sopra lo strudel o fatelo come faccio sempre io: con la dita ;-)

Mettetelo in forno e fate cuocere a 180' per circa 35 minuti. quando sentirete un buonissimo odorino provenire dal forno il vostro Strudel è pronto. Buon appetito!

Pesto alla Monia

L'ho chiamato "Pesto alla Monia" visto che ho stravolto involontariamente la ricetta orginale del pesto: la piantina minuscola di basilico che avevo a casa non è riuscita poverina a darmi le 40 foglie di basilico richieste per il pesto originale!! Il basilico c'era ma era solo un vago ricordo... Poco male. Mi è venuta per caso una cosa ugualmente deliziosa anche se diversa, che riuscirà sicuramente a toccare i cuori degli amanti del formaggio e dei pinoli (un po' meno quelli del basilico!). E' la ricetta dedicata a tutti quelli che sognano di avere un mortaio per fare il pesto ma non ce l'hanno. E a quelli che come me hanno cercato la parola francese nel vocabolario ("mortier") ma poi al supermercato in Francia neanche l'ombra... Un classico mixer va comunque benissimo ma ricordate di mettere nel frizer il contenitore con la lama per almeno un'ora se no il basilico si ossida e si annerisce.
Questa é una ricetta che ho fatto ieri a cena prima di partire per uno dei miei tanti turni di notte! Ma si parte piu' di buon umore se si mangia bene! Il cibo buono puo' davvero cambiarti in bene la giornata.. o la notte :-) Coraggio, non abbiate paura e provatela!

Ingredienti per 4 persone:

molte foglie di basilico (ma non 40)
20g di pecorino romano (obbligatorio)
20g di parmigiano o grana grattugiati
30g di pinoli
1 spicchio d'aglio schiacciato
olio
sale

Mettete nel mixer le foglie di basilico, i pinoli, l'aglio schiacciato e i formaggi con un po' d'olio. Versate il tutto in una ciotola e versateci ancora dell'olio extravergine d'oliva fino a che il composto non sarà abbastanza liquido (ma non troppo perché bisogna sentire il sapore dei pinoli). Aggiungete un pizzico di sale.
Nel momento di versare la pasta nella ciotola aggiungere un po' di acqua di cottura se il composto fosse troppo solido.
Il pranzo nel giro di un quarto d'ora è felicemente servito.

Lasagna funghi e ricotta

Stanchi di dover passare tutto il pomeriggio davanti ai fornelli quando volete fare le classiche lasagne con sugo di carne? Questo allora è quello che fa per voi. Da quando inizierete ad ammollare i funghi in acqua fino a quando toglierete dal forno questa delizia sarà passata non piu' di un'ora e mezzo! Provare per credere. C'é chi una ricetta cosi' la terrebbe nascosta per stupire gli amici, io preferisco condividerla su internet :-)



Ingredienti per 4 persone:

9 rettangoli di lasagne (anche se sono precotte bollitele 1 minuto, vengono piu' morbide e buone)
200g di carciofi
200g di pisellini
200g di funghi freschi (o surgelati)
50g di funghi secchi
2 cipolla
2 carota
2 costa di sedano
2 spicchio d'aglio
800g di polpa di pomodoro
timo e maggiorana
250g di ricotta
2 buste di parmigiano grattugiato (per dare la quantità, chiaramente se avete quello fresco è meglio)
olio
sale

Fate sobbollire i funghi secchi per 20 minuti abbondanti, poi sciacquateli, strizzateli e tritateli.
Rosolate un battuto di cipolla, carota e sedano con un po' d'olio, poi aggiungete i pisellini, i funghi freschi triturati e i carciofi tagliati a spicchi piu' piccoli possibile. (Io consiglio di far sbollentare anche i carciofi per 5 minuti in acqua bollente ;-). Aggiungete la maggiorana e il timo e lasciate cuocere per 15 minuti.


Unite quindi la polpa di pomodoro e lasciate cuocere per altri 10 minuti aggiustando il sale.
Nel frattempo lessate le lesagne. Io anche se le lasagne sono precotte le faccio sbollentare un minuto perché altrimenti gli angoli mi rimangono sempre duri.
Ungete una teglia d'olio e metteteci sul fondo uno strato di lasagne, coprite con il ragu' di verdure, macchiate con i primi 125g di ricotta (io ci piastriccio con le mani che viene meglio!), cospargete con una busta intera di parmigiano grattugiato, poi disponete un altro strato di lasagne fino a terminare gli strati con uno strato di ragu' cosparso solo di parmigiano abbondante. Passate in forno a 220' per circa 20 minuti.
Dopo soli 90 minuti ecco pronta la vostra lasagna vegetariana!


Conchiglie rigate alla zucca

Non avrete certo difficoltà a trovare la zucca in questo periodo. Spunta in ogni angolo di mercato, ortolano o grande supermercato. La preparazione di questa ricetta è semplicissima ma due cose sono molto importanti. La prima è avere degli aromi giusti che le daranno un sapore particolare: salvia, rosmarino e radice di zenzero. La seconda è avere la pazienza di tirare su la pasta a riso. Il tempo di cottura quasi raddoppia ma anche il sapore fa lo stesso :-) Bisogna ricordare che la zucca di per sé non ha un gusto molto marcato, quindi se una persona non ne è un grande amante questi piccoli "trucchi" le daranno davvero un gusto speciale. Sento già gli scettici che diranno "Uhm.... sempre zucca rimane!" Ma provate per credere.

Ingredienti per 4 persone:

conchiglie rigate o pasta corta a piacere della quantità desiderata (max un etto a testa se no non tornano gli altri ingredienti)
400g di polpa di zucca
salvia e rosmarino (meglio se essiccati ma non ho mai capito cosa vuol dire quindi io ce li metto normali)
brodo vegetale
1 cipolla
radice di zenzero o zenzero
olio "buono", meglio se toscano :-)
sale e pepe

Niente di piu' facile. Scaldate 1 litro di brodo vegetale e aromatizzatelo con un po' di radice di zenzero. Fate rosolare la cipolla tritata in una casseruola (quanto mi fa ridere questo nome!) con un filo d'olio, aggiungete la zucca tagliata a piccoli dadini, salate, cospargete di salvia e rosmarino sbriciolati e lasciate insaporire qualche minuto. Bagnate con alcuni mestoli di brodo, unite la pasta e continuate ad aggiungere brodo ogni qualvolta si ritira troppo. State attenti a due cose. La prima agli ultimi mestoli di brodo, se ne mettete troppo il sugo di zucca rimane troppo acquoso. La seconda: la pasta tirata su a riso passa da un secondo all'altra dall'essere dura all'essere scotta, quindi state bene attenti ad asseggiarla spesso quando vedete che sta per finire la cottura. A cottura ultimata aggiungeteci un po' d'olio e lasciate riposare per due minuti mettendo il coperchio. Servite con una mangiata di pepe nero. Buon appetito... e che i poco amanti della zucca mi facciano sapere come è andata!

Piccola precisazione: il 90% delle ricette di verdure che mettero' nel blog vengono tutte da uno stesso libro: "Cucinare verde. 500 ricette vegetariane e vegane tutte rigorosamente ghiotte". Solo il nome è tutto un programma ;-)

giovedì 8 ottobre 2009

Tortelli lucchesi o "Tordelli" con sugo toscano

Iniziamo con una ricetta toscana, per non dimenticare le mie origini... Piatto che non ha niente a che vedere con la mia passione per le verdure ma che una volta ogni tanto delizia incredibilemente il palato di tutti i carnivori. La ricetta non è semplicissima, ma neanche impossibile. Certo bisogna dedicarle almeno un pomeriggio, non si fa in un'ora! L'originale la potete trovare nel libro di Paolo Petroni "Ricette toscane" ma io l'ho modificata leggeremente, soprattutto per prepare l'impasto. Vi propongo solo cose che ho fatto con le mie mani e il risultato vi assicuro che era ottimo! Consiglio: abbondare nelle dosi perché le sei persone alle quali ho preparato questa delizia ne avrebbero tranquillamente mangiate il doppio (se non il triplo!!)


Ingredienti per 6 persone

Pasta sfoglia:
500g di farina
5 uova
sale

Ripieno:

150g di fetta di vitello
150g di fetta di maiale
200g di bietola lessa
3 uova
un pugno di mollica di pane
timo (facoltativo)
50g di burro
parmigiano e pecorino grattati
noce moscata (quantità secondo il proprio gusto :-)
sale e pepe

Sugo di carne toscano:

550 g di carne magra di vitellone a fettine
odori misti (cipolla, carota, sedano abbondanti)
600 g di pomodori pelati
olio d'oliva
sale e pepe
parmigiano grattugiato

Per la pasta sfoglia:

Siete già demoralizzati dal primo ingrediente? No che non morde! Sarà invece molto divertente modellarla con le votre mani e vedere il risultato finale. Quindi, mettete la farina a fontana su una spianatoia (termine carino per dire un qualsiasi posto in piana, non tutti hanno in casa le spianatoie di una volta!), fate un buco in mezzo, metteteci un pizzico si sale e poi cominciate a romperci le uova dentro. Usate il vostro dito (funziona meglio) e fate cadere piano piano dai lati la farina. Quando avrete finito lavorate la pasta per dieci minuti. Cosa vuol dire? Tiratela, ripiegatela.. rimodellatela a vostro piacimento. Ricordatevi ogni tanto di infarinare la famosa spianatoia.. Quando avrete finito dovrebbe essere diventata morbida e elastica (se è troppo secca aggiungete un po' d'acqua, se invece è troppo bagnata un po' di farina). Formate un panetto e lasciatelo riposare per mezz'ora chiuso in uno straccio umido (un'ora sarebbe ancora meglio).

Ora arriva la parte piu' divertente. Potete utilizzare sia un mattarello che le macchine per stendere la pasta. Io per ora l'ho sempre fatto col mattarello e mi è venuto sempre molto bene ma a detta di tutti la macchina è molto più comoda.. Quindi iniziate a dividere il panetto in pezzi, che è un po' più facile, quindi stendetelo col mattarello fino ad ottenere una pasta fine fine ma che non si rompa.

Tagliate quindi la pasta in cerchi (attenzione alla dimensione perché poi andranno chiusi con dentro il ripieno) e quando avete preparato il ripieno mettetene un po' dentro e chiudete la pasta con una forchetta. Voilà, la posta sfoglia è fatta e non solo... vi siete anche divertiti!


Per il ripieno:

In un tegame fare rosolare del burro, buttateci le fette di vitello e maiale interi, bagnatele con poca acqua e cuocetele per non più di un quarto d'ora. Dopodiché toglietele, tritatele con la mezzaluna e rimettetele nel tegame a raffreddare.

Aggiungete le bietole lessate e tritate fini, la mollica di pane ammollata in un po' di latte o acqua, le 3 uova, 4 cucchiai di parmigiano e due di pecorino (o tutto parmigiano se non avete il pecorino), noce moscata, timo, sale e pepe. Amalgamate bene il tutto.

Mettete quanto basta di ripieno dentro ciascun cerchio di pasta sfoglia e chiutelo con la forchetta, come precedentemente detto.





Sugo toscano:


Fate un battuto di cipolla, carota, sedano (una e mezza di ciascuno se non due, dipende dalle dimensioni) rosolandolo con 8 cucchiai d'olio. Unite il vitello intero e fate rosolare per 10 minuti da entrambe le parti, poi toglietelo dal tegame e tritatelo con la mezzaluna. Rimettete tutto nel tegame, aggiungete i pomodori pelati, salate e pepate e proseguite la cottura per 40 minuti. Al momento di servire aggiungete del parmigiano grattugiato.

Cottura dei tortelli:

Buttate con delicatezza i tortelli in acqua bollente leggermente salata. Appena tornano in superficie fateli cuocere non più di un minuto e scolateli al dente. Nel frattempo avrete scaldato una zuppiera, mettete nel fondo un po' di sugo toscano, poi uno strato di tortelli, un altro di parmigiano e poi ripartite fino ad esaurimento degli ingredienti. Terminate con un abbondante strato di formaggio e lasciate riposare quache minuto (non troppo) prima di servire. E a questo punto buon appetito! La cena ve la siete davvero meritata!

Tratto da "Ricette toscane" di Paolo Petroni e da Cucinare meglio