sabato 16 luglio 2016

Masters of wars - I padroni della guerra - Bob Dylan 1963


... per l'attentato di Nizza e per tutti gli altri attentati e guerre commesse ogni giorno in ogni parte del mondo. Qui trovate per esempio una lista dei paesi attualmente coinvolti in guerre e guerriglie per un totale di 67 stati coinvolti in guerre e 715 coinvolti in milizie/guerriglieri/gruppi separatisti/anarchici.

Già si trattava di una delle mie canzoni preferite che ha segnato la mia adolescenza, quando ero in Italia. Ma ora che vivo in Francia e ho una bambina di 5 anni, assume un significato ancora più' forte. 

Anche se ce ne sono 1000 di traduzioni in rete, questa è la mia.


Venite padroni della guerra
voi che costruite ogni tipo di arma
voi che costruite pianeti di morte
voi che costruite le grandi bombe
voi che vi nascondete dietro i muri
voi che vi nascondete dietro le scrivanie
voglio solo che sappiate
che posso vedere attraverso le vostre maschere

Voi che non avete mai fatto nient'altro
che costruire per distruggere
voi giocate con il mio mondo
come se fosse il vostro giocattolino
voi mettete un fucile nella mia mano
e vi nascondete dai miei occhi
e vi voltate e correte lontano
quando volano in aria le veloci pallottole

Come Giuda dei tempi antichi
voi mentite e ingannate
una guerra mondiale può essere vinta
voi volete che io creda
ma vedo attraverso i vostri occhi
e vedo attraverso il vostro cervello
come vedo attraverso l'acqua
che scorre giù nella fogna

Voi caricate le armi
che altri dovranno sparare
e poi vi sedete e guardate
mentre il conto dei morti sale
vi nascondete nei vostri palazzi
mentre il sangue dei giovani
scorre dai loro corpi
e viene sepolto nel fango

Avete causato la peggior paura
che mai possa spargersi
paura di portare figli
in questo mondo
poiché minacciate il mio bambino
non nato e senza nome
voi non valete il sangue
che scorre nelle vostre vene.

Che cosa sono io per parlare quando
non è il mio turno?
Direte che sono giovane
direte che non ne so abbastanza.
Ma c'è una cosa che so
anche se sono più giovane di voi:
so che perfino Gesù
non perdonerebbe quello che fate

  Lasciatemi farvi una domanda:
ma lo fate davvero per il denaro?
sarà questo a comprarvi il perdono
pensate che potrebbe?
Io penso che scoprirete
quando la morte esigerà il pedaggio
che tutti i soldi che avete accumulato
non serviranno a ricomprarvi l'anima

E spero che moriate
e che la vostra morte venga presto
seguirò la vostra bara
in un pallido pomeriggio
e guarderò mentre
vi calano giù nella fossa
e starò sulla vostra tomba
finché non sarò sicuro che sarete morti.

 Versione originale:

Come you masters of war
You that build all the guns
You that build the death planes
You that build the big bombs
You that hide behind walls
You that hide behind desks
I just want you to know
I can see through your masks

You that never done nothin'
But build to destroy
You play with my world
Like it's your little toy
You put a gun in my hand
And you hide from my eyes
And you turn and run farther
When the fast bullets fly

Like Judas of old
You lie and deceive
A world war can be won
You want me to believe
But I see through your eyes
And I see through your brain
Like I see through the water
That runs down my drain

You fasten the triggers
For the others to fire
Then you set back and watch
When the death count gets higher
You hide in your mansion
As young people's blood
Flows out of their bodies
And is buried in the mud

You've thrown the worst fear
That can ever be hurled
Fear to bring children
Into the world
For threatening my baby
Unborn and unnamed
You ain't worth the blood
That runs in your veins

How much do I know
To talk out of turn
You might say that I'm young
You might say I'm unlearned
But there's one thing I know
Though I'm younger than you
Even Jesus would never
Forgive what you do

Let me ask you one question
Is your money that good
Will it buy you forgiveness
Do you think that it could
I think you will find
When your death takes its toll
All the money you made
Will never buy back your soul

And I hope that you die
And your death'll come soon
I will follow your casket
In the pale afternoon
And I'll watch while you're lowered
Down to your deathbed
And I'll stand o'er your grave
'Til I'm sure that you're dead

martedì 12 luglio 2016

Strade diverse - poesia di Giovanni Porcu'

"Volo di foglie" è una raccolta di poesie del poeta sardo Giovanni Porcù, che nella poesia si firmava prevalentemente Gianni Lera, pubblicate nel 1987. E' nella prefazione che si viene sapere qualche informazione in più sull'autore:  dopo essere approdato giovanissimo a Firenze negli anni '50, ha avuto una prima esperienza di scritti sardi pubblicati in "Sardegna poetica" ed in seguito ha incontrato poeti del calibro di Giuseppe Satta e Giuseppe Ungaretti. Al tempo dell'uscita di questa raccolta collaborava alla rivista "Cynthia" diretta da Carlo Galasso. 

Ho imparato più' da questa breve prefazione su mio nonno che da quello che lui abbia mai raccontato in tutta la sua vita di se stesso. Infatti a parte l'uscita di questa raccolta (mi ricordo ancora tutti i libri impilati per terra accanto alla sua scrivania) non hai mai raccontato a nessuno della sua straordinaria passione per la poesia  e del suo incontro, per esempio, con Giuseppe Ungaretti...

Ho scelto una delle poesie che mi piacciono di più' (ce ne sono, in realtà, diverse... un'altra bella scoperta...)

Sono sicura che gli farebbe piacere.


STRADE DIVERSE 

 
Quando 
non ti accorgevi
che navigavi
anche senza
sponde di fiumi...

Quando 
non sentivi
il bisogno
di fermarti
mentre scendevi 
anche sulle strade in salita...

Quando 
hai ignorato 
che correvi
senza pregiudizi
su circuiti
appena tracciati...

Dovevi pensare
che un giorno 
sarebbe arrivato il dunque, 
che dovevi passare al bivio,
che dovevi affrontare
l'esistenza
nella nuova
realtà dei fatti,
per proseguire sempre,
anche se con diversi
passi di prima,
e su altrettante strade
diverse di ora,
il resto del dono della vita.

sabato 2 luglio 2016

Gallettes bretoni salate e dolci



Gnam gnam... in Italia non si usano tanto queste "crêpes" di grano saraceno (che si chiamano "gallettes" e si leggono "galet" con una L sola :-) ma qui in Francia sono un MUST, non solo in Bretagna ma dappertutto! Quindi dai, provate, è un piatto francese davvero da provare una volta nella vita! Visto che forse in Italia tantissime crêperie non si trovano, potete imparare e farvele direttamente a casa!

Ingredienti per circa 10 gallettes:

- 500g di farina di grano saraceno
- 1 cucchiaio di sale grosso
- 1l  di latte
- 1l di acqua
- 1 uovo

+ ingredienti per farcirle a vostra scelta

Procedimento:

Mescolare insieme tutti gli ingredienti e stare attenti che non si formino grumi nell'impasto. Se succedesse cercare di eliminarli anche con una frusta elettrica. Fare riposare l'impasto almeno un'ora.

Nel frattempo avrete il tempo di preparare gli ingredienti da unire alle crêpes secondo il vostro gusto. Ecco qualche tipica gallette francese:

- calamari e porri
- prosciutto crudo e formaggio
- champignons e emmental
- spinaci e emmental
- salmone

Chiaramente poi ognuno ci mette cosa ci vuole, ci mancherebbe! QUI comunque potete trovare una bella lista di gallettes, se ve la cavate un po' con il francese. 

Riscaldare una padella che sarà stata precedentemente imburrata (ma poco solo per non far attaccare l'impasto). Vorrei ringraziare qui mia mamma che mi ha portato in aereo dalle lontane terre italiche le due padelle identiche per rigirare les crêpes. Con questo aggeggio fare le crêpes è davvero un gioco da ragazzi! (anche le frittate, tra l'altro! Evviva la Coop!)




Ecco quindi il procedimento:

Far riscaldare la padella gemella 1 imburrata.

Mettere un po' d'impasto, di solito quanto ce ne sta in un  mestolo da cucina (per i toscani: il ROMAIOLO!)

Stenderlo bene con una spatola stendi crêpes (ne potete trovare anche ad 1 euro, coraggio, è un acquisto che potete permettervi!)

Appena l'impasto inizierà a staccarsi (vedrete delle piccole bollicine) rigiratelo con la padella gemella 2.

A questo punto iniziate a mettere gli ingredienti che avete scelto. Se volete far sciogliere un po' più' velocemente per esempio il formaggio, mettete sopra l'altra padella tanto per aumentare il calore. Appena il formaggio sarà sciolto chiudetela a quadrato (se volete farla più' alla bretone... se no fate come volete!) In realtà sono un più' grandi ma chiaramente dipende dalla pentola che utilizzate per farle.

Chiaramente il tocco di classe è mangiarle con il sidro :-)




lunedì 27 giugno 2016

"Lingua e nazionalismo" (Jezik i nacionalizam) di Snježana Kordić, 2010


Arte concettuale ispirata al libro "Jezik i nacionalizam" (Lingua e nazionalismo)

Traduzione dal tedesco dell'articolo "Nessun sconto per i pazzi" ("Kein Narrenrabatt") di Norbert  Mappes-Niedik del 17 gennaio 2011 dal Frankfurter Rundschau online (se posso fare un appunto: l'argomento è interessante, l'articolo in tedesco era scritto non benissimo, quindi non l'ho tradotto meticolosamente alla lettera).


NESSUNO SCONTO PER I PAZZI

Dalla caduta della Jugoslavia, in Croazia si parla croato e  in Serbia serbo? Col cavolo! La linguista croata Snježana Kordić cerca di dimostrare quello che tutti sanno in realtà da sempre senza mezzi termini e in maniera meticolosa : croati, serbi, bosniaci e montenegrini parlano la stessa lingua.

E' possiibile che una lingua sparisca cosi' come puo' farlo uno stato o una nazione? E se si', cosa significa?  All'improvviso parlano tutti una lingua diversa e non si capiscono più, cosi' come in seguito al crollo della Torre di Babele? La linguista croata Snježana Kordić ha trovato ora con un libro [Lingua e nazionalismo - Jezik i nacionalizam in lingua originale, 2010], una risposta semplice: NO. Dall'uscita di questo libro feroci polemiche sono scoppiate in tutto il paese.

In Croazia si parla il croato, in Serbia il serbo; questa era la formula dalla caduta della Jugoslavia: tutto separato come si deve. I puristi della lingua, che impartiscono al popolo da vent'anni lezioni di croato, contrattaccano veementemente. Il libro non è nient'altro che "spazzatura", decreta l'autore di romanzi Hrvoje Hitrec, presidente del consiglio di cultura conservatore croato, affermandolo nell'orario di punta televisivo. Večernji list, la più grande testata giornalistica, da spazio per ben due pagine alla linguista Sandra Ham contro la Koridc, definendola un' "eretica". Hitrec [scrittore croato] denuncia addirittura il ministro della cultura croata alla polizia, perché aveva richiesto il libro (come del resto tutti i lavori accademici di lingua croata).

Mentre i nazionalisti si mettono sempre più' sulla difensiva, il coraggioso editore della Kordic, Nenad Popovic, si lascia  forviare ben poco, cosi' come l'autrice. E cosi' lo affermano anche molti altri noti intellettuali croati, come il drammaturgo Slobodan Šnajder, il romanziere Milijenko Jergović  e il comico di satira Boris Dežulović. La stampa liberale fa con piacere una lista di tutte le assurdità che si rifanno alla tesi che il croato, serbo, bosniaco e montenegrino siano lingue diverse. Se fosse cosi' allora ogni croato nascerebbe poliglotta, poiché padroneggerebbe automaticamente altre tre lingue. In un giornale si dice che delle 70 ambasciate croate al mondo solo una dichiara nel suo sito web che sia utile insieme all'inglese o al francese conoscere bene anche il serbo. Per le altre non c'è neanche bisogno di dirlo.
  
Semplice, chiaro e incorruttibile

Snježana Kordić, linguista di 46 anni con una laurea a Zagabria e una successiva carriera in Germania, dimostra senza mezzi termini e in maniera meticolosa quello che tutti sanno in realtà da sempre: croati, serbi, bosniaci e montenegrini parlano la stessa lingua. Solo che non le si da più' il nome, come si faceva fino al 1991, di "serbocroato", ma in ogni nuova nazione odierna in maniera diversa. Ma il presupposto, per il quale per dare un nome ad una lingua si usano non solo le particolarità linguistiche, ma anche la nazionalità del parlante, non lo considera valido: alla fine anche gli argentini non parlano "l'argentino". Il criterio, per il quale una lingua si compone di un vocabolario comune per un lessico tra 75% fino all'85%, le quattro lingue slave de Sud lo rispecchiano a fatica. Solo le nuove parole, che dalla disgregazione della Jugoslavia sono state inserite come un un martello nella testa, soprattutto in Croazia, sono capite da quasi tutti i serbi, bosniaci o montenegrini. Perché alla fine sono state costruite dallo stesso materiale linguistico.

Kordić afferma in maniera semplice, chiara e incorruttibile: il serbocroato continua ad esistere indipendentemente dalle fantasie di politici nazionali come lingua "policentrica" - , come anche sono parlati il tedesco, l'inglese, il francese e lo spagnolo in paesi diversi con diverse varianti.

La cosa ritenuta scandalosa del libro è che per la sua battaglia linguistica l'autrice non concede ai pazzi vincitori di guerra di una volta nessuno sconto. Per gli argomenti contro di loro la controparte non ha dovuto certo sforzarsi molto per venti lunghi anni; il contributo della linguistica per la difesa nazionale ideologica si trovava nei partiti, nelle case editrici e nelle redazioni, tanto per iniziare.  Ora [...] il fronte nazionale sembra non poter offrire più' niente. Tranne la rabbia: in seguito a manifestazioni pubbliche contro di lei nella sua città natale di Osijek e una minaccia di morte, Kordić non rende più' noto il suo soggiorno quando torna in Croazia.

In Croazia, Serbia, Bosnia e Montenegro, dove proprio ora l'ultima nuova lingua è stata costruita [il montenegrino], Kordić ha già dato delle interviste. I dibattiti si assomigliano tutti. Anche a Belgrado la giovane accademica è stata criticata dal linguista locale di turno, perché anche a Belgrado aveva affermato che esisteva una lingua serbocroata.

La slavistica all'estero, totalmente libera dalla pressione nazionale, ha espresso sull'argomento il suo chiaro giudizio sull'esistenza ancora attuale del serbocroato. In alcune università tedesche viene studiata la BKS (Bosnisch-Kroatisch-Bosnisch) e precisamente in quest'ordine alfabetico e neutrale. In altri posti, la lingua viene studiata secondo la provenienza del lettore. Il serbocroato si trova in un "processo di disintegrazione" che tra l'altro potrebbe durare a lungo, dice la nuova presidente dell'associazione degli slavisti, la professoressa Monika Wingender - una formula sottile, che lascia aperta ad ognuno la sua opinione e che non richiede allo studente nessun giudizio - .

giovedì 16 giugno 2016

La guerra che verrà - Der Krieg, der kommen wird - Bertolt Brecht




Si sa che ognuno ha le sue fissazioni (o passioni che dir si voglia!). E quando atterro in terra tedesca nessun poeta/scrittore/drammaturgo batterà mai il mio grandissimo amore adolescenziale e post adolescenziale per Bertolt Brecht. Poco dopo averlo portato alla maturità nell'estate del 2000 con una tesina dal titolo "Gli intellettuali antifascisti negli anni '30", durante un mio viaggio in Germania andai a visitare lo stesso anno anche la sua tomba a Berlino! (io che non sono per niente un'appassionata di cimiteri!): un'ammirazione totale!

In due parole, Bertold Brecht appartiene agli scrittori detti "dell'esilio", quelli cioè che durante il periodo nazista hanno lasciato la Germania. Dopo aver visto infatti venir bruciati i suoi libri dai nazisti nella Bebelplatz davanti all'università Humboldt, era stato costretto a scappare.

Questa poesia appartiene alla raccolta "Svedborger Gedichte", un ciclo di poesie scritte nella città danese di Svedborg, una delle prime tappe del suo esilio. Come altre sue poesie, esprime in queste poche righe non solo tutto il suo pacifismo ma anche la sua preoccupazione per le classi più' povere della società che sono e saranno sempre quelle più colpite dalla guerra. Sia tra i vinti che tra i vincitori.

Mi sa che è già la seconda poesia che inserisco nel mio blog. E credo proprio che non sarà neanche l'ultima :-) Ecco a voi la poesia.


LA GUERRA CHE VERRÀ

La guerra che verrà  
non è la prima. Prima di questa 
ci sono state altre guerre.  
Alla fine dell’ultima  
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
 pativa la fame. Allo stesso modo 
anche fra i vincitori  la povera gente pativa la fame.


DER KRIEG, DER KOMMEN WIRD

Der Krieg, der kommen wird
Ist nicht der erste. Vor ihm
Waren andere Kriege.
Als der letzte vorüber war
Gab es Sieger und Besiegte.  
Bei den Besiegten das niedere Volk
Hungerte. Bei den Siegern
Hungerte das niedere Volk auch.

domenica 12 giugno 2016

Peperoni ripieni feta e olive

Ingredienti per DUE persone:

- 2 peperoni (del colore che preferite)
- 120g di feta greca
- 2 o 3 pomodori secchi (quantità secondo i vostri gusti)
- 1/4 di cipolla
- olive nere
- pangrattato
- sale (attenzione, se le olive sono già salate non è necessario)
- pepe
- origano
- menta

Mettete a sbollentare per poco più' di due minuti i peperoni già tagliati in due e puliti. Risparmierete molto tempo.

In un ciotola mescolare tutto il resto degli ingredienti: la feta e i pomodori secchi sminuzzati, 1/4 di cipolla tritata e precedentemente soffritta, le olive tagliuzzate, pangrattato, sale, pepe, origano e menta. 

Farcire i peperoni con questo ripieno e metterli in forno a 180° per 20 minuti o finché la crosta diventerà dorata.

Confettura di frutti di bosco




Ecco qua una buonissima confettura per deliziose colazioni! 

Ingredienti:

1kg di frutti di bosco misti (fragole, mirtilli, ribes, more ecc.)
500g di zucchero di canna (quindi sempre la metà del peso dei frutti di bosco)
1/4 di succo di limone
1 stecca di cannella

Il procedimento è semplicissimo, non c'è neanche bisogno di lasciare riposare una notte i frutti in frigorifero.

Dunque, lavate bene tutti i frutti che avete comprato, togliete i piccoli semi dai ribes (la parte più' noiosa) aiutandovi sotto un getto d'acqua; se vi piacciono i pezzi di frutta nella confettura tagliuzzate almeno un po' le fragole (altrimenti le passerete una volta terminata). 

Mettete tutto insieme in una pentola capiente: frutti di bosco, zucchero, succo di limone (attenzione ai semi!), e cannella.  Appena bolle schiumate e lasciate cuocere ancora per 30 minuti o quando la confettura sarà pronta (dipende se vi piace più' o meno liquida). Se non si dovesse addensare bene alzate il fuoco. Quando mettendo in un piattino obliquo un cucchiaino di confettura questa scenderà lentamente allora sarà pronta.

Nel frattempo avrete sterilizzato i barattoli (chi in acqua, chi in forno) dove metterete la confettura capovolgendo i barattoli a testa in giù' appena sarà pronta. Una volta intiepediti metteteli in un posto fresco e buio e si conserveranno benissimo.

Anche se ho già fatto colazione con questa delizia, mi viene voglia di rifarla subito!!!!




giovedì 2 giugno 2016

Spaghetti alla carbonara (ma anche no!)

Se pensate che chi ama la cucina vegetariana sia anche goloso di tofu e seitan vi sbagliate di grosso!  Io per esempio schifo entrambi :-) Se il tofu riesco a mangiarlo ogni tanto, il seitan proprio non riesco neanche ad avvicinarlo

Ecco, questa ricetta mi ha invece sorpreso completamente e la rifarò' spesso, molto spesso... La ricetta di Chezbomber decantava questi spaghetti come una ricetta dal "sapore assolutamente grandioso". Io pensavo che esagerasse.. invece mi sa che ci è andato davvero molto vicino :-)

Certo, chiamarla "carbonara" mi sembra esagerato, pero' si', dai, in qualcosa la ricorda. Se siete fedeli alla carbonara con tanto di uova e pancetta, lasciate stare, non è per voi. Se invece avete voglia di tentare e qualche ricetta vegetariana non vi dispiace, allora coraggio, provate!!! 

(tra parentesi, questa è pure vegana :-)






Ingredienti:

- 75g di farina di ceci
- un bicchiere d'acqua scarso di plastica
- 100g di tofu affumicato
- olio extravergine di oliva
- salvia (o rosmarino & noce moscata)
- curcuma
- 1/2 bicchiere di latte di soia (o riso o avena)
- 150g di panna vegetale
- un pizzico di sale
- pepe bianco

Prima di tutto mescolare insieme la farina di ceci e l'acqua e lasciare riposare.

Poi mettete a soffriggere il tofu tagliato a cubettini piccoli con salvia e curcuma. Quando prende un po' di colore aggiungere la panna vegetale e il latte di soia. Aggiungere un po' di sale e un po' di pepe bianco e fare addensare un po' la salsa.

Al momento di scolare la pasta aggiungere alla salsa un po' di acqua di cottura e il composto di farina e acqua.

Et voilà, buon appetito :-)

mercoledì 25 maggio 2016

20 destinazioni originali in Germania!

Secondo l'ultimo numero della rivista tedesca "Stern", sono 50 le destinazioni originali da sogno in Germania senza bisogno di percorrere troppi chilometri (per chi vive già in Germania, naturalmente). Ma non toglie che se andate un fine settimana a Berlino, Dresda, Amburgo ecc., potete comunque aggiungere queste piccole gite fuori porta... 

Per ragioni di spazio ne ho potute scegliere per voi solo 20... ma sono abbastanza per sognare tra castelli da favola, spiagge nordiche (anche loro hanno il loro fascino!), case sull'acqua e trekking sui lama....

Potrebbe essere utile, prima di iniziare, ripassare un po' di geografia della Germania :-)


E ORA INIZIAMO! 



 1. Il lago "Schreck"  (Schrecksee) in Baviera.

Schrecksee hinterstein.de
 
 2. La baia di Lubecca (Lübecker Bucht), il paradiso per i bambini (tedeschi :-) in Scheswig-Holstein.


strandorf.de


3. Trekking con i lama a Amelinghausen in Bassa Sassonia.


heide-lama-trekking.de





4. Il castello di Wehrhaft in Renania-Palatinato.


burg-eltz.de

5. La zona dello Harz in Sassonia-Anhalt. Ricordiamo qui il bellissimo, e a tratti sovversivo, libro di Heinrich Heine "Viaggio nello Harz" del 1826.


harzdrenalin.de

6. Il Watzmann, in Brandeburgo al confine con l'Austria, per gli amanti della montagna


berchtesgadener-land.com

7. Le case sull'acqua a Havel in Brandeburgo vicino a Potsdam.

 
havelhausboot.de

8. Attenzione attenzione bambini!! Il Gasometer a Oberhausen offre una mostra sul "Miracolo della natura" (animali & piante, per gli amanti) dall'11 al 31 dicembre 2016.. accorrete numerosi :-)



gasometer.de

9. Il museo del cinema a Frankfurt / Main. In più' di 800 metri quadrati vengono spegati ai bambini tutti i segreti dell'arte cinematografica.


deutsches-filminstitut.de
 
10. La costa di Brodten all'estremo nord della Germania


brodtener-ufer.de

11. Il paese leggendario di Tecklenburg in Renania settentrionale Vestfalia tra streghe e diavoli


tecklenburg.de

12. Sport lungo il fiume Altmühl nei pressi di Norimberga, Baviera

naturpark-altmuehltal.de

13. Per gli amanti della filologia germanica :-) da non perdere il museo dei fratelli Grimm a Kassel

grimmwelt.de

14. La spiaggia di S. Peter-Ordning per chi non ama le grandi calure estive :-)

st-peter-ording.de


15. I 140km percorribili in canoa a Müritz

mecklenburgische-seeplatte.de

16. Il porto di Brema con la sua casa climatica (Klimahaus) dove si puo' fare il giro della terra testando tutti i climi presenti sul pianeta

klimahaus-bremerhaven.de

17. Duisburg e la scultura "Tigre e Turtle" in Angerpark per gli amanti del movimento.

duisburg.de

18. La Toscana dell'Est :-) a un chilometro dalla città di Naumburg. Dice che lo scultore e grafico di Leipzig Max Klinger iniziando in questa regione la sua vecchiaia, disse: "Proprio come in Toscana, ma solo più' vicino!"


 
froehliche-doerte.de

19. Il Museo di Arte moderna a Siegen 

mgk.siegen.de

20. Regensburg per gli amanti dei wurstel... dice che questa locanda sia la più' vecchia del mondo in fatto di wurstel...


wurstkuchl.de


GUTE REISE! BUON VIAGGIO!

domenica 22 maggio 2016

Viaggio di nozze a Cuba con bambini


Prima che il viaggio diventi un lontano ricordo ecco finalmente il resoconto del nostro viaggio di nozze + 1 a Cuba. Chiaramente non c'è neanche bisogno di dirlo: il viaggio di nozze con un bambino diventa solo un "viaggio" ;-) ma del resto non avremmo mai rinunciato alla nostra bambina per 3 lunghe settimane!

Diciamo che secondo noi l'ansia-apprensione del genitore che va a Cuba con bambini deve essere medio-bassa mentre lo spirito di adattamento del bambino medio-alto (chiaramente non andando in alberghi a 4 stelle o solo a Cayo Largo, in questo caso questo post forse non è per voi). Noi siamo stati felicissimi di questo viaggio ma ci sono degli accorgimenti importanti da tenere presente. Il fatto che non abbiamo trovato molti bambini stranieri in giro dimostra che ci vuole un po' di spirito d'adattamento per genitori e bambini. Valentina non ha tra l'altro nessun tipo di problema di socializzazione tanto che dopo avermi chiesto "Mamma, come si dice "come ti chiami?" in spagnolo?" ha iniziato a giocare con questo bambino cubano, senza capire bene il suo nome, senza parlare la stessa lingua, eppure... si é divertita moltissimo :-)

Come si dice "come ti chiami" in spagnolo?
 
Il volo da Parigi è durato ben 10 ore. Tantine. Noi ci eravamo preoccupati per Valentina invece è stata quella che si è divertita di piu': di tutti i giochi che le avevamo portato per passare il tempo, si è attaccata alla televisione ed é rimasta incollata a guardare cartoni animati per 6 ore, fino a che ci ha detto: "Sono stanca, ora dormo" e l'abbiamo risvegliata all'Avana.


Plaza de la Revolucion

L'impatto con l'Avana, venendo dalla frontiera franco-svizzera dove abitiamo, è stato incredibile. Il quartiere dove si trovava il nostro Bed & Breakfast Hostal casa de la Caridad, che a Cuba si chiamano "casa particulares" (dove "particular" non vuol dire solo particolare ma anche "privato"), é l'Avana vieja e li' in un attimo si fa sentire l'estrema povertà della gente ma allo stesso l'estrema cordialità. La nostra casa particular è tenuta benissimo ma attorno le altre case cadono a pezzi (nel vero senso della parola); spesso all'interno delle case al posto dei muri ci sono cartoni e durante la stagione delle piogge rischiano veramente di crollare. Comunque la sistemazione in queste casas particulares sono ottime, non solo per l'accoglienza incredibile di chi ci lavora ma anche per avere la possibilità - per noi che parliamo un po' di spagnolo - di parlare con le persone del posto. Qualche racconto lo lascero' per la fine del post. Negli alberghi a quattro o cinque stelle dubito che si riesca a vivere l'atmosfera della gente comune, quella che, insieme a monumenti e rivoluzioni, ha fatto e fa la storia della Cuba di oggi.

I tetti sgarrupati dell'Avana dalla nostra casa particular


L'Avana ci piace. Da morire. A noi tutte le città di mare sgarrupate ci fanno impazzire. Aria di mare, anche di povertà, ma di scambi, di colori, di gente cordiale e simpatica. Ad andare in giro, nonostante la sporcizia ogni tanto sempre pronta a spuntare (tranne nella pulitissima e ristrutturata Plaza Vieja, dove sembra di essere di Andalusia), ti sentivi davvero sicuro. Dopo averci spiegato che la prima parola d'ordine a Cuba era "avventura" (senza computer, internet, cellulari, indicazioni stradali chiare ecc.), la seconda era infatti "sicurezza". Il paese è per gli standard europei molto povero ma non esiste, o quasi, delinquenza (c'era scritto anche nella guida). Non esistono rapine, né furti (almeno di non essere particolarmente sfortunati). Ed è vero, anche la sera tardi cammini tranquillamente tra le vie dell'Avana senza nessuno che ti disturbi. Sarà anche che piu' della metà della popolazione fa il poliziotto... ma attenzione, non pensate alla polizia che abbiamo in Italia... la maggior parte sono donne giovanissime che insieme alla pistola portano calze a rete vistose e acconciature all'ultima moda... le poliziotte sembrano le vostre migliori amiche (e del resto anche i poliziotti), quelle con cui passereste delle ore a parlare e bere un caffé.. Visitiamo il centro, il lungomare, che ci chiama Malecon, e vediamo per caso anche arrivare una delle prime navi da crociera MSC nel porto dell'Avana (per noi sembra una banalità e anche una mostruosità di nave.. ma i cubani sono contenti of the wind of change...)


Quello che dicono sulle farmacie è vero: sono quasi vuote e con delle file incredibili dei cubani per comprare le poche medicine in vendita. Attenzione pero', si dice che il sistema sanitario cubano sia uno dei migliori al mondo. Sta di fatto che se cercate una tachipirina probabilmente non la troverete. Noi avevamo portato di tutto in valigia: dalla tachipirina agli antibiotici passando per pastiglie contro il mal di gola, cerotti, disinfettanti, spray antizanzare ecc.... Avevamo piu' medicine noi in valigia di tutte le farmacie di Cuba! 

Le farmacie cubane
Un altro problema che non abbiamo riscontrato solo noi ma anche altre famiglie con bambini (almeno all'Avana vieja) è stata la mancanza di negozi di alimentari, dove comprare un gelato o un biscottino.... Dopo due giorni abbiamo iniziato ad organizzarsi e fare un po' di scorta a colazione che mettevamo negli zaini e poi quando trovavamo quei pochissimi negozi dove vendevano almeno dei wafer brasiliani o biscotti colombiani, ne compravamo a volontà... Se non sbaglio se siete disperati cercate di raggiungere Teniente Rey in Plaza Vieja.. là andando verso Oficios se non sbaglio ci dovrebbe essere un negozio che vende non solo magliette ma anche biscotti (pochi, ma ne troverete!)



Apriro' una breve parentesi sul cibo (che so che é un argomento che entusiasma soprattutto gli italiani), anche se c'è poco da dire. Ci avevano avvertito prima di partire che a Cuba "se comia fatal" ovvero che si mangiava malissimo, quindi lo sapevamo. Diciamo che non è che si mangia male, ma si mangiano sempre le stesse cose, non esiste varietà. Ci sono solo 3 piatti: pollo (80%), maiale (10%) e aragosta (10%) con qualche altro pesce non definito. Sempre questo. Tutti i giorni. I piatti di verdure (di solito: fagiolini, cavoli, qualche foglia di insalata) o insalate sono semplicissimi e con del pessimo olio  e l'unico piatto forte onnipresente è riso e fagioli. Di dolce c'è solo un flan al latte (buono, ma sempre quello) e di gusti di gelati 2: fragola e cioccolato (un surrogato del cioccolato) e cioccolato e fragola e fragola e cioccolato... ora ho capito il perché del titolo del film cubano Fragola e cioccolato... Detto questo vi consigliamo vivamente di mangiare anche nelle casas particulares perché il cibo é spesso molto meglio dei ristoranti, spenderete un po' meno e le persone che le gestiscono sono di una cordialità incredibile!

La casa particular-ristorante Fernand-2 di Vinales
 
Dopo quasi 4 giorni all'Avana, abbiamo preso una macchina a noleggio e siamo andati a Vinales, un posto in campagna dove siamo rimasti due giorni alloggiando nella casa particular che fa anche da ristorante (ottimo anche se semplice) Fernand-2. Abbiamo fatto una bellissima gita a cavallo e il secondo giorno siamo ripartiti per Trinidad. I bambini che amano gli animali non vorranno piu' venir via... la mattina sarete svegliati da un concerto tra cavalli, polli, galline, mucche, asini e chi piu' ne ha piu' ne metta...!!!

Gita a cavallo a Vinales

Il giorno che siamo partiti per Trinidad avremmo dovuto fare una sosta almeno a Santa Clara, dove c'è il mausoleo del Che, ma a parte appunto il mausoleo, la città è brutta (cosi' ci hanno detto) allora abbiamo fatto una tirata, e prima che fosse calato il sole, siamo arrivati a Trinidad, a soli 15 minuti dal mare. Il fatto che cali il sole non è un dettaglio ma un'esigenza: perché l'illuminazione è inesistente sull'autostrada e guidare di notte non é consigliato se non si conosce la strada.


L'autostrada non è quella che abbiamo in mente noi ma: una strada molto grande, a due direzioni, pressoché vuota, nella quale possono anche circolare calessi tranaiti da cavalli, polli e galline o persone che la attraversano tranquillamente a piedi. Gli autogrill sono quasi inesistenti ma ci sono comunque dei punti di sosta dove poter bere e mangiare qualcosa. Un'altra particolarità é che le macchine che ci sono sono le famose macchine americane anni '50 o le LADA sovietiche anni '70 che  non vanno a piu' di 80km/h, quindi nonostante tutti questi animali per strada, c'è sempre il tempo di frenare senza particolari problemi.


L'autostrada

Un altro "problema" da tenere in conto se siete un po' diffidenti di natura é che spesso all'entrata dell'autostrada c'è una folla di cubani che vi chiederà un passaggio... vista la rapidità e frequenza dei mezzi locali... quindi coraggio, non vi mangeranno... anzi, vi potranno dare almeno delle buone indicazioni e a volte vi racconteranno la loro vita. Diretti a Trinidad provenendo dall'Avana siamo passati dalla zona montagnosa dell'Escambray, proprio dove il Che combatté la sua spietata guerriglia. Il posto è bello e i paesini anche. Vale la pena secondo noi anche se ci vuole un po' piu' tempo che passare per la costa via Cienfuegos (la strada che abbiamo fatto per ritornare all'Avana da Trinidad). 


La strada di montagna tra Santa Clara e Trinidad

Trinidad è molto turistica ma vale la pena. E' un villaggio dove ancora non esistono macchine e ogni casa è dipinta con un colore diverso. Ci sono cavalli e galline in ogni angolo. Sembra di fare un salto nel tempo di quasi 100 anni. Abbiamo alloggiato nella casa particular Juan Carlos Orbea y la China ed il trattamento é stato ottimo, stanze belle e pulite e tanta cordialità di tutta la famiglia che vi accoglie sulle immancabili sedie a dondolo!


Trinidad, Back to the future

Se andate a Trinidad e avete voglia di mare vi consigliamo la spiaggia dell'Ancon. La Routard ci aveva spaventato dicendo che c'erano degli insetti che ci avrebbero punto e le ferite sarebbero rimaste per settimane ma li' ci hanno detto che arrivavano dopo le 5 del pomeriggio. E prima delle 5 del pomeriggio nessun insetto ci ha mai punto. Sicuramente se fossimo stati senza Valentina avremmo preferito visitare tutta l'isola fino a Santiago de Cuba o Guantanamo e fermarsi ogni tanto in queste spiagge meravigliose che non hanno molto da invidiare alle turistiche Cayo Largo o Cayo Santa Maria. Per non parlare di Varadero...


Spiaggia dell'Ancon a soli 15km da Trinidad

Abbiamo anche visitato in giornata da Trinidad la città di Cienfuegos. Abbiamo preso la carrozza, che ai bambini piace sempre molto, ed effettivamente è un modo per vedere posti e quartieri della città che altrimenti da solo non vedresti mai.


Il molo di Cienfuegos
Poi abbiamo ripreso la macchina, siamo ritornati all'Avana e il giorno dopo abbiamo preso un volo di soli 25 minuti con un aereo minuscuolo per l'isola di Cayo Largo

E qui é iniziato il nostro viaggio n. 2.

A parte la bandiera all'entrata del villaggio turistico Sol Cayo Largo e il personale cubano, non si ha traccia in questo posto della vera Cuba. Tutto è pulito e perfetto, addirittura si puo' buttare la carta igienica nel water (cosa assolutamente proibita nella vera Cuba), la cucina è internazionale (e per una volta lo ammetto anch'io: meno male!) e non so come spiegare, ma é come essere in un villaggio turistico in Sardegna con fauna internazionale... anche li' parlando spagnolo ci siamo messi a parlare con qualche coppia argentina... ma per il resto non abbiamo trovato gente molto cordiale...  scopriamo arrivando che esistono voli diretti dall'Italia e dal Canada, e questa è la ragione della quantità d'italiani e canadesi. I primi fortunatamente poco rumorosi e fastidiosi anche se sempre con il cellulare in mano in qualunque posto fossero, i secondi uno strano tipo di canadesi... che parlavano francese ma con atteggiamento americano... Al villaggio il pacchetto è "all inclusive", nel senso che paghi all'arrivo e poi puoi mangiare quello che vuoi a volontà.. Ci sono delle bellissime piscine, belle, ma occupate da gente di 150kg l'una (soprattutto tedeschi) che si bevono il loro cocktail restando a mollo.... Non c'è neanche bisogno di dirlo, in un posto con vista sulla piscina, TV in camera (completamente inesistente nelle casas particulares della Cuba vera), mare, buffet ecc. é il paradiso per i bambini. La nostra non voleva piu' ripartire ma restarci almeno 2 mesi.


Villaggio Sol, Cayo Largo

Solo che il villaggio è collegato solo con due spiagge: playa Sirena con la musica a palla (la piu' turistica, dove organizzavano il temibile gioco per adulti - in italiano tra l'altro - "Buco mio buco tuo"... e "Il gioco delle posizioni"....) e playa Paraiso (la piu' bella) ma due spiagge sono un po' pochine... La gita in barca pero', che è valsa tutto il viaggio a Cayo  Largo, é stata eccezionale tra l'isola delle iguane (a chi piacciono...), l'acqua bassa per passeggiare e vedere le stelle marine e soprattutto il bagno nella barriera corallina... 10 e lode, niente da dire.


Playa Sirena e "buco mio buco tuo"


La gita in barca... una passeggiata in paradiso?


Playa Paraiso

Chiaramente non esistono cubani che frequentano questi posti. Penso prima di tutto perché non se lo possono permettere, secondo perché non sarebbe il loro stile. Tra l'altro mi chiedevo cosa pensasse il personale del villaggio turistico di noi turisti. Ecco, in questione di sicurezza mi sono sentita meno al sicuro in questo villaggio turistico per stranieri ricchi che non nella povera ma cordiale Cuba. Il personale lavora dalle 6 alle 11 di mattina tutti i giorni per 20 giorni con sole due ore di riposo il pomeriggio per uno stipendio da fame. Da qui la necessità di lasciare un po' di mance. Poi dopo 10 giorni di ferie casa loro ritornano al villaggio turistico. Noi, vista la pochissima socialità degli altri turisti, ci mettevamo a parlare con il personale cubano che era sicuramente piu' simpatico...


Ancora Playa Paraiso


La sera prima di ripartire siamo andati un po' in giro proprio dietro il Campidoglio cubano. E li' abbiamo visto una folla di persone, con tutte in mano il cellulare che con gli auricolari, stavano parlando su Skype con parenti lontani. Ci hanno fatto una tenerezza enorme. La guida ci ha spiegato che visto che a Cuba Internet non esiste o esiste molto poco sono quelli che lavorano negli alberghi che danno la password del wifi a parenti e amici tanto che all'ora X sono tutti sotto alle finestre degli alberghi per collegarsi anche loro e parlare per un po' a parenti che sono magari solo in Florida ma non vedono da anni. Una scena troppo commovente! 
 
Plaza vijeja, una delle nostre preferite

Avete presente le pubblicità in Europa? Tette, culi e cellulari? Ecco io personalmente sono stata molto colpita invece dagli slogan cubani come:

Jamas renunciaremos a nuestros principios
(non rinunceremo mai ai nostri principi)

Mas eficientes, eticos y revolucionarios para Cuba y para el mundo
(Piu' efficienti, etici e rivoluzionari per Cuba e per il mondo)
 
El hombre crece con el trabajo que sale de sus manos
(l'uomo cresce con il lavoro che esce dalle sue mani)

Educa a tu hijo!
(educa tuo figlio!)

Cuando se trabaja con amor se obtiene resuldados
(quando si lavora con amore si ottiene risultati)

Ser culto para ser libre
(essere colto per essere libero)

... molta è propaganda, va be', pero' secondo me avremmo bisogno di uno scambio equo e solidale tra le loro idee e il nostro materialismo ... se qualcuno al giorno d'oggi facesse una pubblicità in Italia che parlasse di ideali lo prenderebbero subito per matto... (e poi, quali ideali? parliamone...)

NON RINUNCEREMO MAI AI NOSTRI PRINCIPI...

Quella che propaganda pero' non è, è il progetto di scolarizzazione che ha trasformato Cuba dagli anni '60, tanto che partendo da una popolazione in gran parte analfabeta hanno oggi una percentuale elevatissima di laureati e alcune delle scuole di medicina più rinomate del mondo. Noi abbiamo lasciato delle matite e dei pennarelli in una scuola di Cuba e ne sono stati felicissimi. Lasciate un po' di spazio in valigia e donando qualcosa la vostra vacanza assumerà un sapore diverso e piu' umano. Un consiglio: mettete in valigia anche vestiti estivi e prodotti di prima necessità come shampoo, bagnoschiuma, assorbenti da donna, pannolini da bambini e vestiti. Alcuni vi fermeranno addirittura in strada per chiedervi gentilmente se avete dei vestiti da regalare. Altri nelle casas particulares saranno contentissimi se gli lasciate prodotti di igiene personale. 

 

Piccoli pionieri cubani crescono...
 
Vorrei chiudere questo post con un racconto di un signore simpaticissimo che lavorava nella casa particular dell'Avana. Ci ha raccontato che secondo lui la gente ora a Cuba è cambiata, non è più cordiale come una volta (si vede che non é mai passato in Svizzera!) perché negli anni '80 Cuba era un "paradiso terrestre" (testuali parole, certo... rispetto a quello che è venuto dopo). Tutti si aiutavano e anche gli amici erano come una seconda famiglia mentre negli anni '90 durante il cosiddetto "periodo speciale"  ognuno ha inevitabilmente cominciato a pensare solo a se stesso e alla propria famiglia. Con il crollo dell'Unione Sovietica infatti, l'economia cubana, esclusivamente dipendente dall'esportazione dello zucchero nel grande alleato comunista, rimase completamente paralizzata (zero importazioni e zero esportazioni). Il prezzo della monocultura, che la Rivoluzione non aveva voluto o saputo intaccare, si fece sentire pesantemente. Cuba non produceva abbastanza prodotti alimentari per sfamare la popolazione. Con lo zucchero e con il tabacco non si mangia. Bisogna dire che almeno i bambini e gli anziani furono in parte tutelati e la poca carne prodotta nel paese venne destinata a loro. Ma tutti gli altri restarono senza niente. Solo "arroz y frijoles", riso e fagioli, ed estremamente cari. D'altronde anche ad avere i soldi c'era ben poco da comprare.  Gli slogan rivoluzionari apparvero completamente slegati dalla realtà, fiorirono criminalità e prostituzione e molti giovani scapparono su imbarcazioni di fortuna verso la Florida. Una cronaca cruda di questo periodo è la Trilogia sucia de La Habana di Pedro Juan Gutiérrez. Nelle nostre giornate grigie in Europa pensiamo a chi ha mangiato riso e fagioli per 10 anni.. ed i nostri piccoli problemi quotidiani scompariranno in un secondo...

Un giorno ci torneremo a Cuba, di sicuro. Sarà cambiata, si, certo, ma io credo che sarà un bene. Noi era da 10 anni che volevamo andare a Cuba, ci siamo capitati in questo periodo di grosso cambiamento praticamente per caso, solo perché ci siamo sposati qualche mese fa. Siamo rimasti entusiasti di questo viaggio. Viaggio che francamente, con un po' di spirito d'adattamento, consigliamo a tutti, grandi e bambini.

La nostra bambina è tornata entusiasta del viaggio, tanto che dice ancora oggi "certo si stava meglio a Cuba"... del resto i cubani adorano i bambini e si fermavano in continuazione a farle complimenti... era al centro dell'attenzione di tutti... certo non aspettatevi seggiolini per bambini in macchina (sostituiti con 4 asciugamani), pannolini, latte in polvere, menu speciali, TV in camera e gelati... ma si vede che la cordialità delle persone ha avuto il sopravvento.


Cosa disegni? "La bandiera di Cuba!!!!!"